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Home » Guerra, energia, crescita: ecco cosa potrebbe succedere nello scenario più avverso per l’Italia
Notizia

Guerra, energia, crescita: ecco cosa potrebbe succedere nello scenario più avverso per l’Italia

Sala StampaDi Sala StampaAprile 24, 20263 min di lettura
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Guerra, energia, crescita: ecco cosa potrebbe succedere nello scenario più avverso per l’Italia

In uno scenario alternativo in cui permanesse «una situazione altamente conflittuale, con un’evoluzione più avversa e un ritorno molto più lento a condizioni distese delle principali variabili internazionali che influenzano l’economia italiana», l’impatto sulla crescita del Pil, rispetto allo scenario di base previsto dal governo, sarebbe di -0,2 punti percentuali quest’anno, di -0,8 punti il prossimo e di -0,1 punti nel 2028. È lo scenario di rischio analizzato in un focus del Documento di finanza pubblica. Se così fosse, il Pil 2026, che il governo stima al +0,6%, si ridurrebbe allo 0,4%; nel 2027 si scenderebbe in recessione a -0,2% (dal +0,6% al momento previsto); nel 2028 si attesterebbe al +0,7% (anziché +0,8%). «Considerando lo scenario di rischio nel suo complesso, il tasso di crescita del PIL risulterebbe inferiore, rispetto al quadro macroeconomico di previsione, di 0,2 punti percentuali nel 2026, 0,8 punti nel 2027 e 0,1 punti nel 2028, per poi risultare superiore di 0,2 punti nel 2029», si legge nel documento.

La corsa dell’energia

Lo scenario di rischio contempla, innanzitutto «effetti avversi ancora più rilevanti sui prezzi delle materie prime energetiche, che crescerebbero con maggiore intensità e in modo più persistente rispetto allo scenario di riferimento», con i prezzi del petrolio e del gas a 115,5 dollari al barile e 93,4 euro per MWh quest’anno e a 80,3 dollari al barile e 48 euro per MWh il prossimo.

La partita finanziaria

Un secondo fattore dello scenario di rischio riguarda le condizioni dei mercati finanziari, con l’ipotesi di un livello del tasso di rendimento del Btp a dieci anni superiore rispetto allo scenario base di circa 30 punti nel 2026, 60 punti nel 2027 e nel 2028 e 50 nel 2029. Un’altra componente dello scenario alternativo attiene «all’evoluzione dei tassi di cambio, con un possibile rafforzamento del dollaro rispetto al quadro di base, poiché, a fronte di un inasprirsi del conflitto, l’economia statunitense sarebbe relativamente meno esposta dal punto di vista energetico».

Il commercio mondiale

L’ultimo fattore dello scenario di rischio è rappresentato da una dinamica del commercio mondiale pesato per l’Italia più debole rispetto al quadro di base.

Upb valida quadro, fortissimi rischi, possibili revisioni a breve

La presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio Lilia Cavallari ha comunicato ai presidenti di Camera e Senato la validazione del quadro macro-economico tendenziale del Dfp 2026 che il Mef ha elaborato recependo i rilevi trasmessi dall’Upb il 26 marzo. L’Upb ha validato il quadro ritenendolo «in un intervallo accettabile relativamente alle principali variabili macroeconomiche». La previsione del Pil nello scenario del Mef ricade all’interno dell’intervallo definito dal panel Upb in tutti gli anni delle proiezioni, salvo che nell’ultimo, quando lo oltrepassa in misura marginale. L’aumento cumulato del Pil tra 2026 e 2029, pari a 2,8 punti percentuali, si colloca tra la mediana e il limite superiore dei valori del panel. «Lo scenario internazionale è esposto a fortissimi rischi e le previsioni potrebbero essere riviste, anche in misura significativa, nell’arco di un breve intervallo di tempo», ha sottolineato l’Upb.

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