Gusto milanese, intraprendenza e solidarietà lombarde, affinità con un’associazione e la sua vocazione ad aiutare le donne africane ad affrontare la maternità senza rischiare la vita. Un progetto bellissimo, quello di Angelica Sacchi, Camilla Conti e Paola Montagna. Tre amiche che hanno conosciuto Medici con l’Africa Cuamm e deciso di attivarsi concretamente e in prima persona per sostenere gli interventi della ong, tra le più stimate in Italia per la promozione e la tutela della salute delle persone che vivono in Africa. Non in ogni Paese, data la vastità del continente e le tantissime differenze tra zone e nazioni: «Dalla nascita del nostro marchio di gioielli abbiamo contribuito a progetti in quattro dei nove Paesi in cui opera Medici con l’Africa Cuamm – spiegano Angelica, Camilla e Paola, facendo trapelare intesa e affetto reciproco frutto di una lunga amicizia –. In particolare, Angola, Mozambico, Sud Sudan e Tanzania, anche se la ong è presente pure in Costa d’Avorio, Etiopia, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone e Uganda, per un totale di oltre 3.400 operatori sul campo, 273 dei quali italiani».
Il nome completo del marchio è Acp con Cuamm: le fondatrici hanno usato le iniziali dei rispettivi nomi ma anche indicato con chiarezza che il progetto ha un unico obiettivo: aiutare concretamente la ong. «Dedotti i costi dei materiali e del lavoro degli artigiani, ogni centesimo finanzia le iniziative in Africa e a chi acquista i gioielli viene consegnato una ricevuta di donazione, valida per un’eventuale deduzione dalle tasse – raccontano Angelica, Camilla e Paola –. Tutto è nato dai corni in osso montati a ciondolo e numerati, perché non ne esistono due uguali. Poi sono arrivati spille, anelli, bracciali, collane e orecchini, ispirati alla natura e ai quali associamo significati o messaggi».
In meno di tre anni Acp con Cuamm, grazie al passaparola e a una pagina Instagram i cui follower crescono di giorno in giorno, ha venduto gioielli che hanno contribuito ai progetti per alloggi degli studenti della scuola infermieri di Rumbek (Sud Sudan), all’acquisto di un’autoclave per la sterilizzazione degli strumenti chirurgici del Centro di salute di Inhamizua (Mozambico), alla presa in carico gratuita di 58 pazienti con diabete presso l’ambulatorio di Tosamaganga (Tanzania), al trattamento e cura per la malnutrizione di 133 bambini, sempre a Tosamaganga, e al sostegno alla Casa dell’Attesa dell’Ospedale di Chiulo, in Angola, in cui vengono accolte donne incinte.
«Disegno gioielli da 40 anni e ho una rete di artigiani ai quali mi appoggio – prende la parola Angelica –. Nelle collezioni in bronzo Acp metto le stesse passione e cura riservate ai gioielli in oro che portano il mio nome. Identico approccio appassionato quello di Camilla e Paola per gli altri aspetti della nostra avventura. Nessuno può salvare il mondo, ma nessuno si salva da solo. Alleviare le sofferenze di altre persone facendo qualcosa che ci appassiona ha un che di magico, che forse trasmettiamo ai nostri gioielli».













