La corsa elettorale è iniziata. Malagò da una parte, Galliani dall’altra. Sul tavolo i programmi, sullo sfondo il ‘caso Genoa’, che aveva garantito con il suo presidente il supporto a Malagò, ma inizialmente attraverso il suo Ad aveva dato il proprio sostegno a Galliani (poi revocato). Entro 10 giorni sarà una commissione (nominata dallo stesso Malagò, nel suo ruolo di commissario Figc) a stabilire quale firma valga.
Il programma di Malagò: focus su protezione giovani talenti, sostenibilità economica e fiscalità
Riforme già avviate e impegni da portare a compimento. Si articola su questi due binari il programma elettorale del candidato alla presidenza Malagò. “Questo documento ricalca in larghissima parte quello precedentemente presentato a supporto della mia candidatura per le elezioni dello scorso 22 giugno. Non è affatto la scelta più comoda quanto, piuttosto, un atto di coerenza”, la premessa del documento, formato da 25 pagine e 22 punti.
Tra i punti qualificanti la riorganizzazione del Club Italia, con la separazione dei ruoli tra presidente federale e presidente del Club Italia, l’introduzione della figura del direttore tecnico e di un coordinatore dei progetti delle attività giovanili, oltre alla presa in carico delle nuove Nazionali paralimpiche.
Nel percorso già avviato figura anche il rifinanziamento, con cinque milioni di euro, della cosiddetta ‘Riforma Zola’, attraverso premialità e incentivi agli investimenti dei club nei vivai. Il progetto punta inoltre a rafforzare il coordinamento tra settore tecnico, settore giovanile e scolastico e club Italia, garantendo continuità tra attività giovanile, società e nazionali.
Tra le priorità anche l’accelerazione del percorso per Uefa Euro 2032 e il rafforzamento del dialogo con il Governo su fiscalità, investimenti per i settori giovanili e il calcio femminile e revisione della Legge Melandri.
Da completare, secondo il programma, il consolidamento della filiera tecnica, la protezione dei giovani talenti italiani nel passaggio al calcio adulto. Tra gli obiettivi anche riforme strutturali per la sostenibilità economica delle categorie e l’ammodernamento di stadi e centri sportivi.
Il programma di Galliani: due anni di sprint per rilanciare il sistema italiano
Un mandato di due anni per “accelerare” il rilancio del calcio italiano, puntando su Nazionali, giovani, sostenibilità dei club, stadi e crescita dei ricavi. Sono le linee guida del programma, di cui ANSA ha preso visione, con cui Adriano Galliani si candida alla presidenza della Figc, proponendo “uno sprint di 2 anni” per rendere “il sistema più competitivo, sostenibile e moderno”.
Tra le priorità indicate da Galliani, nelle 60 pagine divise in 18 punti, c’è il rilancio delle Nazionali e una maggiore valorizzazione dei giovani italiani. Il programma ricorda che gli Under 21 italiani hanno giocato appena il 2,3% dei minuti complessivi della Serie A nella stagione 2023-24 e punta, tra l’altro, sullo sviluppo delle seconde squadre Under 23 e su incentivi ai club che investono nei vivai. La ‘Riforma Zola’ resta un punto fermo.
Capitolo centrale anche per gli stadi: in vista di Euro2032, Galliani propone di accelerare gli interventi e favorire modelli che consentano ai club di investire direttamente negli impianti. Sul fronte economico, il programma punta ad aumentare ricavi commerciali e internazionali, contrastare la pirateria e riaprire il confronto sulla disciplina delle sponsorizzazioni delle scommesse. Tra le proposte anche il riconoscimento al calcio di una quota delle risorse generate dal betting sportivo e la revisione della fiscalità del lavoro sportivo. “Non tutte le criticità potranno essere risolte in due anni”, scrive Galliani, ma l’obiettivo è produrre risultati concreti e restituire al sistema una direzione comune.
Il caso Genoa
I programmi però al momento restano sullo sfondo di un’altra vicenda, che potrebbe rivelarsi decisiva, o svanire come una bolla di sapone. Il Genoa, come noto, ha garantito con il suo presidente il supporto a Malagò, ma inizialmente, attraverso il suo Ad, aveva dato sostegno a Galliani. Firma poi revocata con diffida, ma presentata comunque dal senatore di Forza Italia, che dalla sua ha già il 30% garantito da allenatori e calciatori. Sarà ora la commissione nominata dallo stesso Malagò in qualità di commissario straordinario della Figc, a dover stabilire entro 10 giorni quale firma vale o se le due si annullano. Per Malagò, che in 4 mesi ha perso 8 club di A (tra i quali Inter, Milan e Juventus) Genoa significa la possibilità di portare avanti la candidatura, per Galliani un voto in più. In ogni caso, eventuali ricorsi e controricorsi non inciderebbero sulla data del 14 dicembre fissata per le elezioni. Decisivi i confronti con le Leghe di B, Lega Pro e Dilettanti, che non si sono sbilanciate.

