Close Menu
Italia Parlare
  • Italia
  • Politica
  • Società
  • Economia
  • Salute
  • Sport
  • Stili di Vita
  • Tecnologia
  • Viaggi e Turismo
  • Divertimento
  • Clima
Tendenza
quasi 240 miliardi di pil nel 2025

quasi 240 miliardi di pil nel 2025

Marzo 2, 2026
scivolano tutti, eccetto difesa ed energia

scivolano tutti, eccetto difesa ed energia

Marzo 2, 2026
Così le marche dei supermercati battono la crescita dei brand tradizionali

Così le marche dei supermercati battono la crescita dei brand tradizionali

Marzo 2, 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
Italia Parlare
  • Pagina Principale
  • Ultime Notizie
  • Storie Web
  • Globale
  • Comunicato Stampa
  • Italia
  • Politica
  • Società
  • Economia
  • Salute
  • Sport
  • Stili di Vita
  • Tecnologia
  • Viaggi e Turismo
  • Divertimento
  • Clima
Newsletter Quotidiana
Italia Parlare
Home » Il cibo italiano segue la moda: il 36% di clienti nel mondo è disposto a pagarlo di più (il 44% nel fashion)
Stili di Vita

Il cibo italiano segue la moda: il 36% di clienti nel mondo è disposto a pagarlo di più (il 44% nel fashion)

Sala StampaDi Sala StampaMarzo 2, 20263 min di lettura
Facebook Twitter Pinterest WhatsApp LinkedIn Email Reddit Telegram
Il cibo italiano segue la moda: il 36% di clienti nel mondo è disposto a pagarlo di più (il 44% nel fashion)

Barilla fa compagnia ad Armani. Ferrero si affianca a Ferrari. Nel modo in cui i consumatori di mezzo mondo percepiscono il Made in Italy, i brand alimentari hanno conquistato un posto accanto alle griffe della moda. È quanto emerge dalla ricerca “Made in Italy in the Social Media Age”, commissionata da Pulse Advertising all’istituto Eumetra su 2.541 consumatori in Usa, Uk, Germania, Francia e Cina (rilevazione agosto 2025): il 36% degli intervistati dichiara di essere disposto a pagare di più per il cibo italiano, contro il 44% che lo farebbe per il fashion. Un divario che si è talmente assottigliato da ridisegnare la geografia del valore del Made in Italy nel mondo.

Sorpresa da Cina e Germania

Il numero più clamoroso viene da Pechino. Il 93% dei consumatori cinesi si dice disposto a pagare di più per i prodotti italiani – cibo compreso – contro il 65-74% dei mercati occidentali. «Sinceramente non mi aspettavo un numero così alto», ammette Paola Nannelli, ceo Global di Pulse Advertising. «La Cina è quasi 20-25 punti sopra gli altri mercati occidentali». Va precisato che la ricerca misura la dichiarata disponibilità a pagare un premium, non la sua entità: un dato di propensione, non una stima economica.

«In Germania – continua Nannelli – il sorpasso è già avvenuto: il 70% dei tedeschi pagherebbe di più per un prodotto Made in Italy in generale, e il 43% lo farebbe specificamente per il cibo italiano, superando settori come i gioielli. Negli Usa la quota si attesta al 40%».

Il vettore social media

E sono i social media il principale vettore attraverso cui il Made in Italy entra nelle case – e nelle teste – dei consumatori stranieri. Questi ultimi infatti affermano che i social li hanno aiutati a scoprire nuovi marchi e a spingersi all’acquisto di prodotti italiani: il 91% dei cinesi, il 64% degli americani, il 58% dei tedeschi e dei britannici, il 57% dei francesi. Nei feed globali il food è il secondo settore più rappresentato con il 31%, subito dopo il fashion al 48%. In Cina uno su due (46%) afferma di aver conosciuto marchi del Made in Italy proprio attraverso i social.

In Cina, il 58% dei consumatori considera gli influencer più efficaci dei canali ufficiali dei brand (54%) nel raccontare il Made in Italy. L’83% dei cinesi dichiara di fidarsi dei creator, contro il 56-57% in Occidente, e il 94% afferma che i loro contenuti influenzano le decisioni d’acquisto. Secondo Alberto Stracuzzi, market research director di Eumetra, i consumatori attribuiscono ai creator tre ruoli: garanti di qualità e autenticità (60% in Cina, 31-46% in Occidente), storyteller dell’Italia reale e ambasciatori dello stile di vita italiano. «Quando un creator mostra una provenienza verificabile e rituali d’uso –spiega Nannelli – il contenuto diventa il trust layer che giustifica il premium pricing».

Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email

Continua a Leggere

Così le marche dei supermercati battono la crescita dei brand tradizionali

Così le marche dei supermercati battono la crescita dei brand tradizionali

Dalla Romania al Portogallo, saltando la Francia: ecco le nuove frontiere (buone e convenienti) del vino europeo

Dalla Romania al Portogallo, saltando la Francia: ecco le nuove frontiere (buone e convenienti) del vino europeo

La crescita di Weleda passa da innovazione e sostenibilità

La crescita di Weleda passa da innovazione e sostenibilità

Così i raggi gamma aiutano a conservare meglio il grano

Così i raggi gamma aiutano a conservare meglio il grano

Così sostenibilità e circolarità diventano un vantaggio competitivo per le imprese

Così sostenibilità e circolarità diventano un vantaggio competitivo per le imprese

La crisi nera dello zucchero: in Europa sparisce un quinto delle fabbriche

La crisi nera dello zucchero: in Europa sparisce un quinto delle fabbriche

Ziliani (Berlucchi): no all’unione tra Franciacorta e Oltrepò Pavese

Ziliani (Berlucchi): no all’unione tra Franciacorta e Oltrepò Pavese

La profumeria artistica che trasforma ogni fragranza in un gesto, un rito, un’identità

La profumeria artistica che trasforma ogni fragranza in un gesto, un rito, un’identità

Per Doucal’s una nuova boutique a Milano: «Segna la nostra crescita»

Per Doucal’s una nuova boutique a Milano: «Segna la nostra crescita»

Articoli Principali

scivolano tutti, eccetto difesa ed energia

scivolano tutti, eccetto difesa ed energia

Marzo 2, 2026
Così le marche dei supermercati battono la crescita dei brand tradizionali

Così le marche dei supermercati battono la crescita dei brand tradizionali

Marzo 2, 2026
Fisco, con il nuovo 730 parte la corsa ai bonus dalla casa alla scuola

Fisco, con il nuovo 730 parte la corsa ai bonus dalla casa alla scuola

Marzo 2, 2026
L’Italia deve ringraziare la Sardegna se è in cima alla classifica dei siti Unesco

L’Italia deve ringraziare la Sardegna se è in cima alla classifica dei siti Unesco

Marzo 2, 2026

Ultime Notizie

Il cibo italiano segue la moda: il 36% di clienti nel mondo è disposto a pagarlo di più (il 44% nel fashion)

Il cibo italiano segue la moda: il 36% di clienti nel mondo è disposto a pagarlo di più (il 44% nel fashion)

Marzo 2, 2026
Buste paga, ai 277 dirigenti di Palazzo Chigi un’una tantum fino a 46mila euro

Buste paga, ai 277 dirigenti di Palazzo Chigi un’una tantum fino a 46mila euro

Marzo 2, 2026
Le saline di Trapani e Marsala diventino patrimonio Unesco

Le saline di Trapani e Marsala diventino patrimonio Unesco

Marzo 2, 2026
Facebook X (Twitter) Pinterest TikTok Instagram
© 2026 Italia Parlare. Tutti i diritti riservati.
  • Politica Sulla Riservatezza
  • Termini e Condizioni
  • Pubblicizza
  • Contatto

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.