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Home » Il nodo Piano regolatore per lo sviluppo del porto a Marina di Carrara
Economia

Il nodo Piano regolatore per lo sviluppo del porto a Marina di Carrara

Sala StampaDi Sala StampaAgosto 13, 20263 min di lettura
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Il nodo Piano regolatore per lo sviluppo del porto a Marina di Carrara

«Baker Hughes è qui perché c’è il porto: il grande rischio che stiamo correndo è che, se il porto non verrà potenziato, Baker Hughes vada altrove». Il porto cui si riferisce Bruno Pisano, presidente dell’Authority del Mar Ligure orientale, è quello di Marina di Carrara, che ricade sotto la sua competenza e che, mentre aspetta (da tempo) l’approvazione del nuovo piano regolatore portuale, è messo in discussione dalle polemiche sull’erosione costiera che l’espansione potrebbe provocare.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

«L’espansione del porto e l’erosione costiera sono due temi diversi – sottolinea Pisano – il primo serve per lo sviluppo dell’industria, della nautica, dei traffici e del turismo, il secondo è un problema che interessa numerose coste, causato da molte variabili – basta pensare che ogni mezzo centimetro di innalzamento del livello del mare toglie un metro di costa – e che deve essere affrontato a 360 gradi, come sta cercando di fare il masterplan della Regione Toscana. Ma l’erosione non va contrapposta alla crescita del porto».

Per confutare gli allarmi diffusi, l’Autorità portuale ha realizzato uno studio scientifico (per adesso riservato) che ha inviato al Consiglio superiore dei lavori pubblici, chiamato a dare l’ultimo via libera al piano regolatore portuale. L’organismo nei mesi scorsi ha formulato una lunga serie di osservazioni al progetto, per affrontare le quali è stato costituito un tavolo tecnico al ministero delle Infrastrutture. «Continuiamo a lavorare ma il percorso sarà lungo: difficile fare previsioni sulla conclusione, aggiunge Pisano. Nel frattempo l’Authority sta cercando di tamponare le criticità ambientali: «Nel 2026 abbiamo a disposizione strumenti che permettono di misurare l’impatto ambientale e di intervenire – afferma il presidente – tanto che abbiamo già programmato per il prossimo inverno un intervento di dragaggio dei fondali e di riuso della sabbia per il ripascimento della costa, intervento da fare nel quadro del masterplan regionale».

Il futuro piano regolatore, destinato a sostituire quello attuale che risale al 1981, prevede un nuovo molo a servizio dei traffici mercantili, un prolungamento del molo esistente di sopraflutto, una rimodulazione delle funzioni delle diverse aree, la destinazione della banchina Taliercio alle crociere e un travel lift pubblico che, richiesto a gran voce dal territorio, rappresenta la priorità da realizzare per lo sviluppo della nautica. Le opere valgono nel complesso più di 400 milioni di euro.

«Lo sviluppo del porto di Marina di Carrara è una precondizione per la crescita di tutto il territorio apuano», ammonisce Carlo Freni, vicepresidente di Confindustria Centro e Costa e presidente della delegazione di Massa-Carrara. «Il porto è saturo – aggiunge l’imprenditore – e il piano regolatore è in standby. Noi abbiamo evidenziato alcune criticità, ad esempio sulla scelta di ospitare le crociere: gli spazi sono limitati e se arriveranno le navi da crociera ci saranno meno spazi per i traffici commerciali. Già adesso molti imprenditori stoccano le merci fuori dall’area portuale, e questo si traduce in maggiori costi e perdita di competititivà. Confidiamo in un nostro coinvolgimento nella discussione».

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