Il WWf Italia compie i suoi primi 60 anni, spesi a difesa dell’ambiente e della fauna.
Se il WWF come organizzazione internazionale fu fondato il 29 aprile 1961 (65 anni nel 2026), l’atto di nascita del ramo italiano è firmato il 5 luglio 1966.
Nel frattempo, ricorda Isabella Pratesi, il mondo ha perso il 70% della sua popolazione di animali selvatici: un danno enorme alla biodiversità e al patrimonio naturale di noi tutti. Tra le poche buone notizie, molte delle specie su cui il WWF ha impegnato le sue battaglie stanno recuperando e uscendo dal baratro dell’estinzione.
Su questi temi si inaugura al Maxxi di Roma la mostra “Rivoluzione Naturale. Viaggio tra temi, media e linguaggi che hanno costruito la coscienza ambientale in Italia”, che ripercorre idee, campagne, immagini e mobilitazioni che hanno contribuito a cambiare il rapporto tra gli italiani e l’ambiente.
”Rivoluzione Naturale per noi è un nome carico di significato”, dice Alessandra Prampolini, direttrice generale del Wwf Italia.
“In questi 60 anni il nostro impegno per cambiare il rapporto delle istituzioni e dei cittadini italiani con la natura ha avuto effetti tangibili e concreti non solo grazie a chi ha lavorato e lavora ogni giorno in prima persona, ma anche a chi ha collaborato alle nostre iniziative, volontari, testimonial, sostenitori e tutte quelle persone che, imparando a leggere l’impatto delle azioni sull’ambiente, hanno scelto di ascoltarci cambiando qualcosa nella loro vita. Questa rivoluzione naturale è stata ed è, come tutte le rivoluzioni, un movimento collettivo e per proseguire ha bisogno della partecipazione di tutti’.
Curata da Cecilia Botta e Giacomo Golinelli, la mostra si sviluppa come un viaggio attraverso sessant’anni di campagne, fotografie, documenti d’archivio, manifesti, video e materiali originali che raccontano l’evoluzione dell’ambientalismo italiano: dalla visione pionieristica di Fulco Pratesi alla nascita delle Oasi Wwf, dalle grandi battaglie per la difesa delle specie minacciate fino alle sfide contemporanee legate alla perdita di biodiversità e al cambiamento climatico.
L’allestimento prende forma attraverso il concept ‘Nature’sLifeline‘, una linea luminosa che attraversa lo spazio espositivo come metafora delle connessioni che uniscono persone, specie e territori. Il percorso integra contenuti fisici e digitali offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva che mette in dialogo memoria, presente e futuro. Memoria e innovazione si intrecciano attraverso documenti d’archivio, acquerelli e bozzetti originali di Fulco Pratesi, fotografie, manifesti storici e le copertine di Panda, la storica rivista del Wwf, affiancati da contenuti multimediali e installazioni digitali.
Il percorso si articola in sei aree tematiche: Le origini e la visione, La prima community ambientale, Il Panda siamo noi, Si può fare, Responsabilità individuale ed Educazione e futuro, che raccontano l’evoluzione del Wwf e il suo ruolo nel costruire in Italia una cultura della tutela ambientale.










