Tra il 2019 e il 2025 gli over 55 al lavoro sono aumentati del 65%. Lo sottolinea il presidente dell’Inps, Gabriele Fava nella presentazione alla ricerca di Valore D “Long boarding” spiegando che “è il segno di un Paese che lavora più a lungo perché è cambiata la struttura della popolazione” ma che “vivere più a lungo non equivale automaticamente a poter lavorare più a lungo”.
“Non tutti i lavori – prosegue – consumano allo stesso modo e non tutti arrivano alla stessa età con le medesime risorse. Qui emerge il nodo politico della longevità e la necessità inderogabile di porre la centralità della donna al cuore di qualsiasi strategia di sostenibilità. L’uguaglianza non consiste nel trattare allo stesso modo vite che hanno conosciuto fatiche diverse. Consiste nel riconoscere quelle differenze prima che diventino un destino”.
Le donne “rappresentano il 51% dei pensionati, ma ricevono appena il 44% dei redditi pensionistici”
Fava ricorda che “le donne continuano ad affrontare gli ostacoli più complessi lungo l’intero arco della vita professionale: percorsi di carriera segnati da discontinuità forzate, un persistente divario retributivo (gender pay gap), penalizzazioni nel reinserimento lavorativo dopo la maternità e il peso sproporzionato del lavoro di cura familiare, che ancora troppo spesso ricade sulle loro spalle”. Le donne infatti “rappresentano il 51% dei pensionati, ma ricevono appena il 44% dei redditi pensionistici e portano con sé quasi sei anni di contribuzione in meno rispetto agli uomini. La pensione non crea queste distanze. Le registra”.
“Garantire carriere davvero sostenibili – conclude – significa quindi eliminare le discriminazioni strutturali che frenano il talento femminile, promuovere la condivisione delle responsabilità familiari e valorizzare il contributo insostituibile delle donne alla crescita del Paese”.











