“Sono usciti i voti della maturità?” Con questa domanda sulla punta della lingua, Michelle Arcangeli, oggi 21enne, si è risvegliata dall’intervento di trapianto di cuore a cui è stata sottoposta nel giugno del 2023, subito dopo aver terminato l’esame di quinto superiore. L’annuncio della disponibilità dell’organo era arrivato, infatti, poche ore dopo la prova orale dell’esame, che Michelle è riuscita a preparare e a sostenere tra le corsie del Bambino Gesù, dove era ricoverata, grazie al programma Scuola in ospedale.
50 anni di Scuola in Ospedale (Ufficio stampa ospedale Bambino Gesù)
In 25 anni 70mila alunni
“Negli ultimi 25 anni il progetto formativo nella nostra struttura ha incrociato le storie di circa 70mila bambini e adolescenti: ci sono pagine di quaderni scritti tra una terapia e l’altra; esami di terza media sostenuti con il camice addosso; maturità preparate dalla degenza al rientro a casa e insegnanti che ogni giorno bussano alla stanza per una nuova lezione”, ha affermato il presidente del Bambino Gesù, Tiziano Onesti, in occasione dei cinquant’anni dall’avvio della scuola in ospedale nella struttura ospedaliera romana, tra le prime in Italia.
Nell’anno scolastico 1975-76, l’attività partì con appena due insegnanti per un piccolo gruppo di bambini della primaria. Negli anni ’80 si aggiunse la scuola secondaria di primo grado e negli anni ’90 quella di secondo grado.
Oggi il team è composto da 80 docenti della scuola pubblica che si muovono tra i reparti: le lezioni, infatti, si tengono principalmente al letto del paziente o in spazi comuni per piccoli gruppi. L’orario è adattabile alle necessità terapeutiche (degenze brevi, ricoveri prolungati, Day Hospital).
Si creano inoltre percorsi educativi personalizzati in collaborazione con la scuola di provenienza, fornendo report periodici sugli argomenti trattati per facilitare, quando possibile, il reinserimento in classe. Per gli studenti con ricoveri prolungati, è prevista una programmazione individuale con valutazioni, scrutini ed esami, anche online, seguendo il calendario scolastico. Tra le altre opportunità formative, dal 2019, per gli studenti delle superiori è stato avviato il primo progetto nazionale di formazione scuola-lavoro in ambito ospedaliero. È attivo, inoltre, un corso di prima alfabetizzazione per pazienti stranieri e i loro accompagnatori.
“Il traguardo raggiunto dal Bambino Gesù è di straordinario valore umano, educativo e sociale e testimonia un impegno costante nel garantire il diritto all’istruzione anche nei momenti più difficili della vita dei giovani pazienti.
Consapevoli dell’importanza di tale diritto, abbiamo stanziato 20 milioni di euro per il programma Scuola in ospedale”, ha dichiarato il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara.
Negli ultimi 5 anni, 65 studenti hanno avuto l’opportunità di sostenere l’esame di terza media o di ottenere il diploma di maturità. Nell’ultimo anno scolastico, oltre 4.000 studenti (ricoverati o in day hospital) hanno partecipato alla scuola in ospedale del Bambino Gesù.
“Non faremmo un buon lavoro se curassimo soltanto il corpo del bambino ma non ne curassimo lo spirito – ha detto Lucia Celesti, responsabile dell’Ufficio relazioni con il pubblico e accoglienza del Bambino Gesù -. Gli insegnanti sono una parte fondamentale del team ospedaliero, che si occupa del benessere a tutto tondo del bambino. Il paziente pediatrico che viene a passare tanto tempo in ospedale non deve avere il timore di perdere il contatto con la scuola e con i compagni“.












