Va in scena al Parlamento europeo un’inedita alleanza tra Fdi, Lega e Futuro nazionale sul tema sensibile dei rapporti con la Russia: stando ai tabulati, le delegazioni di meloniani, leghisti e vannacciani, assieme ai Cinque Stelle, hanno votato contro il parere sulla risoluzione che chiedeva l’istituzione nello Scudo democratico di un Centro europeo per contrastare la disinformazione e le ingerenze straniere.
Le tensioni Ue-Nato ai confini
Il testo è stato approvato con i sì di Forza Italia, Pd, Verdi e Azione e con l’astensione di Sinistra italiana. Tutto nel giorno in cui è salita la tensione tra Nato e Russia nei cieli del Baltico, con due Eurofigther italiani che si sono levati in volo per abbattere un drone in Lituania, e in cui una fregata di Mosca ha lanciato due razzi di segnalazione in acque internazionali al largo della costa della Danimarca sfiorando un elicottero militare danese.
Il dossier divide gli schieramenti
Più nel dettaglio, contro la relazione hanno votato il gruppo Ecr (con Fratelli d’Italia), i Patrioti (con la Lega) ed Europa delle nazioni sovrane (con Futuro Nazionale). Il gruppo The Left, invece, si è diviso in tre: le delegazioni finlandese e svedese hanno votato a favore, gli italiani di M5s contro, assieme ai francesi e alla maggioranza del gruppo, mentre i due esponenti di Sinistra Italiana e altri cinque eurodeputati si sono astenuti.
Il testo riconosce la Russia come «attore ostile»
Il testo spacca, dunque, tanto il centrodestra quanto il campo largo. E rivela come il dossier delle relazioni con la Russia di Putin, segnalata nel parere come la principale minaccia esterna alla democrazia europea, sia uno dei dossier più insidiosi per entrambi gli schieramenti in Italia. «L’attore ostile chiave è la Russia», ha detto senza giri di parole il relatore Tomas Tobé (Ppe). «La Russia conduce campagne sistematiche contro le democrazie europee», con l’obiettivo di «dividere e indebolire l’Europa». Il testo evidenzia i frequenti attacchi ibridi contro infrastrutture critiche (nel novero delle quali individua anche le infrastrutture elettorali), i sabotaggi fisici, gli incendi dolosi, le attività di spionaggio e disturbi del segnale, nonché attività analoghe provenienti da Bielorussia, Cina, Iran e Corea del Nord.
I segnali di Salvini a Mosca
Non stupiscono certamente la posizione contraria di Futuro nazionale e del M5S, visto il filorussismo noto del generale Vannacci e l’ostilità dichiarata da Giuseppe Conte nei confronti della guerra in Ucraina. Né sorprende la contrarietà della Lega, il più vicino a Mosca tra i partiti al Governo e il più ostile al sostegno a Kiev (anche se in Parlamento finora non ha mai fatto mancare i suoi voti): soltanto il giorno prima del voto il leader del Carroccio Matteo Salvini ha incontrato gli imprenditori italiani attivi a Mosca, sottolineando che l’Italia può svolgere un ruolo importante affinché il conflitto termini e dicendosi fiducioso che gli acquisti di gas russo possano riprendere appena finita la guerra.

