Cercansi responsabili vendite per le Americhe e per l’Asia-Pacifico. Si può partire da qui, dalle caratteristiche di alcune delle posizioni aperte, per comprendere a colpo d’occhio la strada fatta da Inxpect, (ex) start up bresciana nata nel 2016 con cinque persone e ormai arrivata a ridosso di quota 100, con la necessità quindi di andare a inserire figure non frequenti nelle Pmi di questa taglia.
Esito virtuoso del percorso realizzato grazie all’intuizione di base del fondatore, Luca Salgarelli, che nella sensoristica con tecnologia radar applicata ai sistemi industriali (sono quei piccoli oggetti azzurri nella foto di apertura) ha visto un’opportunità per portare sul mercato una novità promettente: la possibilità di “liberare” dalle gabbie i robot, consentendo loro di operare in prossimità delle persone senza rischi. Sistema applicabili in più contesti, tra celle robotizzate e sistemi Agv, carriponte e zone di carico, logistica integrata e macchinari di ogni genere che prevedono la prossimità dell’uomo.«L’obiettivo è quello di coniugare sicurezza e produttività – spiega l’imprenditore – facendo lavorare le macchine o le celle robotizzate alla massima velocità ed efficienza possibile, senza però mettere in gioco la sicurezza delle persone».
Innovazione che si è ormai estesa a quasi 40 diverse famiglie brevettuali, prodotti che iniziano ad essere presenti in misura non episodica sul mercato. «A partire dal mondo dell’auto – aggiunge Salgarelli – dove lavoriamo sia con i costruttori che con i loro Tier 1, andando ad operare nelle linee, ad esempio nella saldatura automatica, dove i rischi sono evidenti».
Commesse che arrivano dai big del settore europei (ad esempio Bmw) e non solo, in molti casi coperti da accordi di riservatezza particolarmente onerosi, che spingono i ricavi della Pmi in crescita a doppia cifra, con uno scatto del 40% che porta il consolidato oltre i 13 milioni, nuova massimo storico (temporaneo). «Ogni anno da tempo cresciamo – spiega – e quest’anno alla luce della domanda in arrivo puntiamo a quota 17 milioni. Anche se il comparto auto non sta vivendo una fase positiva, in generale il mercato mondiale dei sensori di sicurezza vale 3,5 miliardi: lo spazio di miglioramento per noi è evidente».
Crescita realizzata grazie all’auto ma non solo, andando ad attrezzare le linee dei big mondiali nel settore food & beverage, oppure integrando con questa sensoristica gli impianti dei costruttori di macchinari industriali, macchine per l’agricoltura o per la manutenzione stradale.









