Close Menu
Italia Parlare
  • Italia
  • Politica
  • Società
  • Economia
  • Salute
  • Sport
  • Stili di Vita
  • Tecnologia
  • Viaggi e Turismo
  • Divertimento
  • Clima
Tendenza
Ceuta, sfida a colpi di lettere tra Roma e Madrid: Schengen cuore dello scontro

Ceuta, sfida a colpi di lettere tra Roma e Madrid: Schengen cuore dello scontro

Agosto 1, 2026
Commercio, si aprono sempre meno negozi: -45% rispetto al 2014

Commercio, si aprono sempre meno negozi: -45% rispetto al 2014

Agosto 1, 2026
Caso Delmastro, scontro alla Camera sulle chat secretate

Caso Delmastro, scontro alla Camera sulle chat secretate

Agosto 1, 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
Italia Parlare
  • Pagina Principale
  • Ultime Notizie
  • Storie Web
  • Globale
  • Comunicato Stampa
  • Italia
  • Politica
  • Società
  • Economia
  • Salute
  • Sport
  • Stili di Vita
  • Tecnologia
  • Viaggi e Turismo
  • Divertimento
  • Clima
Newsletter Quotidiana
Italia Parlare
Home » Italia leader in Europa, ma troppo dipendente dalle importazioni di materiali
Economia

Italia leader in Europa, ma troppo dipendente dalle importazioni di materiali

Sala StampaDi Sala StampaMaggio 20, 20263 min di lettura
Facebook Twitter Pinterest WhatsApp LinkedIn Email Reddit Telegram
Italia leader in Europa, ma troppo dipendente dalle importazioni di materiali

L’Italia è leader in Europa per la circolarità, ma resta il Paese più dipendente dalle importazioni di materiali tra le grandi economie dell’UE. Il 46,6% delle materie prime trasformate proviene dall’estero, contro una media UE del 22,4%, con la Spagna al 39,8%, la Germania al 39,5% e la Francia al 30,8%. Il costo di questa dipendenza sta diventando sempre più insostenibile. Nel 2025 la spesa per le importazioni di materiali ha sfiorato i 600 miliardi di euro, con un aumento del +23,3% rispetto al 2021, pur con volumi complessivi in calo. Il costo dei metalli – nichel, rame, acciaio – è cresciuto del 18% e rappresenta il 40% del valore totale delle importazioni nazionali. Una pressione economica destinata ad aumentare con il protrarsi delle tensioni geopolitiche e dei prezzi e della volatilità dell’approvvigionamento di materie prime strategiche, oltre che di fonti fossili di energia. I dati che emergono dall’8° Rapporto sull’Economia Circolare in Italia 2026, presentato a Roma durante la Conferenza Nazionale sull’Economia Circolare, promossa dal Circular Economy Network in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e con ENEA, mostrano dunque luci e ombre del nostro Paese e dell’Europa. L’Italia ha un buon livello di circolarità per il tasso di riciclo dei rifiuti e per un utilizzo efficiente dei materiali, ma investe poco nell’innovazione circolare, presenta debolezze in diversi mercati delle materie prime seconde e resta esposta a una forte dipendenza dall’importazione di materie prime strategiche. D’altro canto, l’Europa si è impegnata per promuovere la circolarità con una serie di misure, ottenendo risultati positivi ma ancora insufficienti, specie nel nuovo contesto internazionale. Mantiene infatti un tasso di utilizzo circolare dei materiali molto basso, intorno al 12%, ed è vulnerabile perché dipende in modo rilevante dall’importazione di numerose materie prime critiche, anche strategiche per la sicurezza e la sostenibilità del suo sviluppo. Per questo sta preparando una nuova legge quadro, il Circular Economy Act, previsto per la fine dell’anno, che dovrebbe contribuire a imprimere un’accelerazione alla circolarità dell’economia europea. Inoltre, il recente rapporto OCSE Inventory of Export Restrictions on Critical Raw Materials 2026 evidenzia, dal 2009 al 2024, un trend consolidato di restrizione del commercio globale, di aumento dei nazionalismi e del protezionismo, documentato da un aumento di cinque volte delle restrizioni (dazi, limitazioni quantitative e divieti) all’export di materie prime critiche: limitazioni che colpiscono materiali ormai essenziali per lo sviluppo come litio, cobalto, nichel, grafite, terre rare e manganese. Una dinamica in atto, precedente alla crisi dello stretto di Hormuz, che l’ha ulteriormente aggravata e resa ancora più evidente. Per queste ragioni, al centro della Conferenza nazionale sull’economia Circolare di quest’anno emerge una riflessione sulla maggiore circolarità dell’economia non solo come scelta di sostenibilità ma come necessità per la sicurezza e per la competitività. “Con la crisi di Hormuz si discute molto della necessità di ridurre la vulnerabilità prodotta dalla dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili, ma troppo poco di quella altrettanto critica legata a numerose materie prime, decisive per la sicurezza degli approvvigionamenti e soggette a forte volatilità dei prezzi”, osserva Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile. “Una maggiore circolarità dell’economia – che implica un uso più efficiente dei materiali, una riduzione del consumo di materie prime attraverso il riciclo dei rifiuti, e un ricorso più ampio alla riparazione, al riutilizzo e all’uso condiviso, insieme a modelli di consumo più sobri e responsabili – diventerà sempre più una condizione imposta non solo dalla crisi climatica e dalla limitatezza delle risorse, ma dal contesto geopolitico. La circolarità è ormai un contenuto essenziale di una politica industriale all’altezza dei tempi”.

Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email

Continua a Leggere

Salta il matrimonio Mps-Bpm, il freno del Crédit Agricole

Salta il matrimonio Mps-Bpm, il freno del Crédit Agricole

Sicilia, il capitale privato che rimette in moto i luoghi

Sicilia, il capitale privato che rimette in moto i luoghi

Inps, al via il bonus assunzioni per le mamme con tre figli e incentivi per i giovani under35

Inps, al via il bonus assunzioni per le mamme con tre figli e incentivi per i giovani under35

Commercio di legname, le sfide di un sistema che vale 3,3 miliardi

Commercio di legname, le sfide di un sistema che vale 3,3 miliardi

Start Lab 2026: da Unicredit sostegno a 52 giovani imprese

Start Lab 2026: da Unicredit sostegno a 52 giovani imprese

Rimbalza il tech, Seul guadagna il 18%. Europa in verde

Rimbalza il tech, Seul guadagna il 18%. Europa in verde

Il grande caldo non fa decollare le vendite di condizionatori: -150mila unità finora nel 2026

Il grande caldo non fa decollare le vendite di condizionatori: -150mila unità finora nel 2026

Italia secondo Paese al mondo per traffico crocieristico

Italia secondo Paese al mondo per traffico crocieristico

Thales a Gorgonzola conquista commessa Nato per la Spagna

Thales a Gorgonzola conquista commessa Nato per la Spagna

Articoli Principali

Commercio, si aprono sempre meno negozi: -45% rispetto al 2014

Commercio, si aprono sempre meno negozi: -45% rispetto al 2014

Agosto 1, 2026
Caso Delmastro, scontro alla Camera sulle chat secretate

Caso Delmastro, scontro alla Camera sulle chat secretate

Agosto 1, 2026
Napoli, è sciame sismico: 26 feriti. Tajani: «Piena assistenza agli sfollati»

Napoli, è sciame sismico: 26 feriti. Tajani: «Piena assistenza agli sfollati»

Agosto 1, 2026
Consiglio dei ministri, lunedì il pre-Cdm: AI e Corte dei conti tra i 13 dossier

Consiglio dei ministri, lunedì il pre-Cdm: AI e Corte dei conti tra i 13 dossier

Agosto 1, 2026

Ultime Notizie

Carburanti, weekend di rincari: benzina a 2 euro al litro e gasolio verso i 2,1 euro

Carburanti, weekend di rincari: benzina a 2 euro al litro e gasolio verso i 2,1 euro

Agosto 1, 2026
Inflazione, possibile rialzo della stima di luglio: come incide il caro carburanti di fine mese

Inflazione, possibile rialzo della stima di luglio: come incide il caro carburanti di fine mese

Agosto 1, 2026
Che vino bere nella (calda) estate? Qualche consiglio libero dai soliti dogmi

Che vino bere nella (calda) estate? Qualche consiglio libero dai soliti dogmi

Agosto 1, 2026
Facebook X (Twitter) Pinterest TikTok Instagram
© 2026 Italia Parlare. Tutti i diritti riservati.
  • Politica Sulla Riservatezza
  • Termini e Condizioni
  • Pubblicizza
  • Contatto

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.