L’Aula della Camera commemora Emma Bonino. Il presidente di turno, Sergio Costa, ha ripercorso le tappe della vita personale e politica della leader radicale, in prima fila sin da giovane per il diritto all’aborto sicuro e per i diritti civili. “Una tenace combattente”, “esempio di dedizione a cui dobbiamo gratitudine per l’avanzamento civile di questo Paese” ha detto Costa. Diversi gli iscritti a parlare in memoria di Bonino, da Benedetto Della Vedova a Riccardo Magi di +Europa, da Elisabetta Gardini (FdI) a Roberto Giachetti (Iv), da Simonetta Matone (Lega) a Enrica Alifano (M5s) e Maurizio Lupi (Nm). L’emiciclo di Montecitorio ha osservato un minuto di silenzio.
Striscione srotolato da militanti e dirigenti di +Europa dal balcone della sede del partito a Roma in via Nazionale a un mese dalla scomparsa della leader. 11 ottobre 2026, Roma (ANSA)
Magi: “Ricordarla significa raccogliere le sue battaglie, come quella per gli Stati Uniti d’Europa”
“Emma non ha mai lottato per alzare confini. Nemmeno nella sua battaglia politica più ambiziosa: quella per gli Stati Uniti d’Europa. Perchè aveva capito che la libertà, la pace e la democrazia non si difendono soltanto dentro i singoli Stati. Servono istituzioni europee democratiche, capaci di decidere, proteggere i diritti e dare ai cittadini il potere di scegliere il proprio futuro. A uno sguardo superficiale, queste scelte potrebbero sembrare contraddittorie. Ma non lo erano. La coerenza di Emma non consisteva nel dare sempre la stessa risposta, ma nel perseguire sempre lo stesso fine: la dignità, la libertà e l’autodeterminazione delle persone. Non era prigioniera degli schemi ideologici. Non confondeva la laicità con l’ostilità verso la fede, la pace con l’indifferenza davanti alle vittime, il dialogo con la rinuncia alle proprie idee. Sapeva che la politica deve guardare la realtà, assumersi responsabilità e trovare soluzioni, anche scomode, senza perdere di vista le persone. È questo il suo insegnamento, particolarmente prezioso oggi, in un tempo in cui il confronto rischia troppo spesso di trasformarsi in contrapposizione e il dissenso in delegittimazione. Ricordarla significa raccogliere le sue battaglie, continuare a difendere i diritti e avere il coraggio di costruire quell’Europa unita, libera e democratica a cui ha dedicato una vita. Gli Stati Uniti d’Europa sono la battaglia che Emma ci lascia in eredità. E una promessa che abbiamo il dovere di mantenere” ha detto il segretario di +Europa, Magi.











