Close Menu
Italia Parlare
  • Italia
  • Politica
  • Società
  • Economia
  • Salute
  • Sport
  • Stili di Vita
  • Tecnologia
  • Viaggi e Turismo
  • Divertimento
  • Clima
Tendenza
Panico alle prove della parata del 2 giugno, trenta cavalli in fuga e 4 feriti

Panico alle prove della parata del 2 giugno, trenta cavalli in fuga e 4 feriti

Maggio 30, 2026
abbattere la CO2 e ridurre i consumi

abbattere la CO2 e ridurre i consumi

Maggio 30, 2026
La Lega mi piace perché è eterogenea

La Lega mi piace perché è eterogenea

Maggio 30, 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
Italia Parlare
  • Pagina Principale
  • Ultime Notizie
  • Storie Web
  • Globale
  • Comunicato Stampa
  • Italia
  • Politica
  • Società
  • Economia
  • Salute
  • Sport
  • Stili di Vita
  • Tecnologia
  • Viaggi e Turismo
  • Divertimento
  • Clima
Newsletter Quotidiana
Italia Parlare
Home » La capacità installata segna il passo: 7 giga l’anno su 10 richiesti
Economia

La capacità installata segna il passo: 7 giga l’anno su 10 richiesti

Sala StampaDi Sala StampaMaggio 8, 20264 min di lettura
Facebook Twitter Pinterest WhatsApp LinkedIn Email Reddit Telegram
La capacità installata segna il passo: 7 giga l’anno su 10 richiesti

Nel 2025 in Italia sono stati installati 7 gigawatt di impianti rinnovabili (6,4 gigawatt di fotovoltaico e 612 megawatt di eolico), praticamente lo stesso livello dell’anno precedente. Secondo i numeri elaborati da Elettricità Futura, nei primi tre mesi del 2026 la capacità aggiuntiva è stata di 1,68 gigawatt (di cui 1,439 giga di fotovoltaico). Un ritmo di marcia che è troppo lento rispetto ai target previsti dal Piano nazionale energia e clima, che prevede di installare 50 giga entro il 2030: servirebbero almeno 10 giga aggiuntivi all’anno.

La lentezza della messa a terra non è legata all’inerzia degli operatori del settore, che anzi continuano a produrre progetti e ad avviare iter approvativi tanto che ad aprile 2026 la capacità ferma ai blocchi di partenza ha raggiunto 200 giga, di cui 130 di fotovoltaico e 70 di eolico. Gli ostacoli che tengono al palo la capacità di rinnovabili – e il suo effetto calmierante sul prezzo dell’energia elettrica – sono sostanzialmente due: la lentezza del permitting, legata ai tempi e alle modalità con le quali le Regioni italiane stanno recependo le regole del decreto Aree Idonee, come previste nell’ultima versione di questo provvedimento interministeriale (già impugnato al Tar e poi corretto) trasformato in norma primaria con il decreto Transizione 5.0 convertito in legge a gennaio. E poi gli strumenti regolatori come il FerX – ovvero gli incentivi – o l’Energy Release, che garantiscono un rendimento dell’investimento e rendono bancabili i progetti. Strumenti che oggi hanno tempo di elaborazione, approvazione e messa a terra troppo lunghi.

Sul permitting oggi il pallino è in mano alle Regioni, ma fino a un anno fa era il governo a costruire ostacoli sul percorso delle rinnovabili. Prima con il decreto Agricoltura, che nel 2024 ha bloccato la costruzione di impianti fotovoltaici sui terreni ad uso agricolo, poi il primo decreto Aree Idonee che aveva aumentato quella stretta. La nuova versione dopo il Tar era anch’essa restrittiva ed è stata smontata a colpi di emendamenti in sede di conversione in legge. Ottenuta la salvaguardia per gli impianti che avevano già avviato l’ iter autorizzativo (circa un centinaio di giga). E, tra le altre coste, il ripristino delle fasce di terreno entro 350 metri attorno alle imprese dove realizzare gli impianti di autoconsumo. Un punto che probabilmente sta a cuore a Confindustria, visto che queste aree sono le zone destinate per definizione a ospitare gli impianti per la realizzazione dell’Energy Release (si ottiene energia a prezzo calmierato in cambio della costruzione di impianti di autoconsumo).

Il problema, ora, sono i tempi lunghi che stanno caratterizzando la fase di recepimento delle regole su queste aree dove le autorizzazioni dovrebbero essere rapide e semplificate. Alcune, come la Puglia, ne stanno approfittando per inserire paletti impropri che rendono non idonei tutti i terreni che hanno colture dop, doc etc. Anche l’Emilia-Romagna e la Lombardia darebbero interpretazioni restrittive. Su tutte spicca la Sardegna, che con la sua legge impugnata dal governo ha lasciato area idonea solo l’1% del territorio. Il costo del permitting pesa il 20-30% sul costo di realizzazione dell’impianto, che si ribalta sul costo dell’energia. Gli operatori mettono in campo una enorme di moltitudine di progetti (i famosi 200 gigawatt) perché sanno che in media solo un progetto su 10 riesce ad andare a buon fine. Se il permitting fosse reso efficiente questi costi (e tutti questi progetti) sarebbero ridotti. L’altro aspetto che frena è la mancanza di certezze sugli incentivi. Lo scorso anno sono state fatte le aste sul FerX transitorio dopo un lungo iter. Ora il ministero dell’Ambiente è al lavoro sul nuovo FerX e sarebbe sul punto di notificarlo a Bruxelles. L’industria del settore chiede tempi rapidi per il negoziato con la Ue e una pianificazione delle aste per tempo: e questo perché dopo le assegnazioni per realizzare gli impianti servono almeno un paio di anni.

Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email

Continua a Leggere

Brennero, dai blocchi in Austria danni all’economia italiana tra i 370 e 540 milioni l’anno

Brennero, dai blocchi in Austria danni all’economia italiana tra i 370 e 540 milioni l’anno

Da luglio parte il Frecciarossa diretto Lecce-Bari-Napoli

Da luglio parte il Frecciarossa diretto Lecce-Bari-Napoli

Automotive ed emissioni di CO2, sul tavolo le proposte per biocarburanti e van

Automotive ed emissioni di CO2, sul tavolo le proposte per biocarburanti e van

Forte Village Resort, al via investimenti per 40 milioni

Forte Village Resort, al via investimenti per 40 milioni

Stellantis: «Rafforzato il Piano Italia, ma su Alfa e Maserati stiamo lavorando»

Stellantis: «Rafforzato il Piano Italia, ma su Alfa e Maserati stiamo lavorando»

La Scala presenta la stagione Debutta Myung-Whun Chung

La Scala presenta la stagione Debutta Myung-Whun Chung

Borse europee contrastate, il petrolio scende sotto i 92 dollari al barile

Borse europee contrastate, il petrolio scende sotto i 92 dollari al barile

Racconti sempre più a frammenti: la fabbrica delle clip è a pieni giri

Racconti sempre più a frammenti: la fabbrica delle clip è a pieni giri

raddoppiati con guerra in Medio Oriente

raddoppiati con guerra in Medio Oriente

Articoli Principali

abbattere la CO2 e ridurre i consumi

abbattere la CO2 e ridurre i consumi

Maggio 30, 2026
La Lega mi piace perché è eterogenea

La Lega mi piace perché è eterogenea

Maggio 30, 2026
Ebola, in Italia obbligo di dichiarazione per chi proviene da Congo e Uganda

Ebola, in Italia obbligo di dichiarazione per chi proviene da Congo e Uganda

Maggio 30, 2026
Trasporti, sindacati: 11 giugno sciopero di 8 ore nelle ferrovie

Trasporti, sindacati: 11 giugno sciopero di 8 ore nelle ferrovie

Maggio 30, 2026

Ultime Notizie

Ponte 2 giugno, milioni di turisti in viaggio, oltre il 93% resta in Italia

Ponte 2 giugno, milioni di turisti in viaggio, oltre il 93% resta in Italia

Maggio 30, 2026
Riforma disabilità: in calo (-13%) le domande di invalidità previdenziale nelle province sperimentali

Riforma disabilità: in calo (-13%) le domande di invalidità previdenziale nelle province sperimentali

Maggio 30, 2026
Forza Italia propone riduzione IVA al 5% per assorbenti femminili: riconoscimento come beni di prima necessità

Forza Italia propone riduzione IVA al 5% per assorbenti femminili: riconoscimento come beni di prima necessità

Maggio 30, 2026
Facebook X (Twitter) Pinterest TikTok Instagram
© 2026 Italia Parlare. Tutti i diritti riservati.
  • Politica Sulla Riservatezza
  • Termini e Condizioni
  • Pubblicizza
  • Contatto

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.