Settant’anni al servizio della democrazia e dei cittadini. La Corte Costituzionale ha celebrato questa mattina al Palazzo del Quirinale il suo settantesimo anniversario di attività (1956-2026), in una cerimonia solenne alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e delle massime cariche dello Stato.
Nel suo intervento di apertura, il Presidente della Consulta, Giovanni Amoroso, ha tracciato un bilancio imponente di sette decenni di giurisprudenza. Dal 1956 al 2025, la Corte ha pronunciato oltre 22.000 decisioni, tra le quali spiccano più di 4.000 dichiarazioni di illegittimità costituzionale. Numeri che testimoniano un’attività di “pulizia” e adeguamento dell’ordinamento giuridico costante e capillare.
“La Corte è stata fedele alla sua missione di custode della Costituzione”, ha affermato Amoroso, sottolineando come il ruolo dell’organo sia diventato nel tempo sempre più centrale. La Consulta non si è limitata a giudicare la fredda norma, ma si è resa “interprete di radicali cambiamenti nella società e nell’ordinamento giuridico”, affinando costantemente le regole del giudizio per rispondere alle nuove sfide della modernità.
Il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso (Ansa)
Un raggio d’azione universale
Le pubblicazioni presentate per l’occasione mostrano come l’ombra della Consulta si allunghi su ogni aspetto della vita pubblica e privata degli italiani. Come ricordato dal Presidente Amoroso, le sentenze spaziano dai diritti di libertà alla solidarietà, dalle relazioni familiari alla tutela della salute e del lavoro, fino a toccare temi complessi come la finanza pubblica, l’ambiente e il paesaggio. Un lavoro che garantisce l’armonia tra le fonti interne e quelle internazionali ed europee.
Il parterre e il rigore istituzionale
Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, il presidente emerito della Corte Giuliano Amato, il presidente della Camera Lorenzo Fontana, la vicepresidente del Senato Licia Ronzulli e il ministro della Giustizia Carlo Nordio. L’evento è stato arricchito dalla proiezione del video celebrativo “1956-2026. I settanta anni della Corte Costituzionale. Garante dei diritti e delle istituzioni repubblicane”.
A margine dell’evento, il Presidente Amoroso ha dato prova del consueto rigore istituzionale. Interpellato dai cronisti in merito alle polemiche sul DL Sicurezza e sulla necessità di un provvedimento correttivo, ha declinato ogni commento: “È una normativa che potrà venire in ipotesi all’esame della Corte, quindi proprio non posso dire nulla”. Un silenzio che ribadisce l’imparzialità di un organo che parla solo attraverso le proprie sentenze.
-U46500367182cgX-1440x752@IlSole24Ore-Web.jpeg?r=1170x507)











