In attesa di capire se l’estate potrà considerarsi “normale” per chi vuole viaggiare – anche se, al momento, i rifornimenti di cherosene dal Medio Oriente sono fermi per il blocco dello Stretto di Hormuz – il traffico aereo non si è fermato nelle ultime settimane. Anzi, è aumentato: in aprile, secondo Eurostat, sono stati effettuati 119.792 voli in Italia, in crescita sia rispetto a marzo (102.038) che allo stesso mese degli anni precedenti.

Quasi duemila voli in più di un anno fa

I confronti, infatti, vanno fatti tra gli stessi archi temporali. Anche perché, ogni anno, la quota di partenze comincia ad alzarsi proprio nel mese di aprile, sia in Italia che in Europa, arrivando ai picchi di luglio e agosto. Il dato del 2026 (119.792 appunto) è maggiore rispetto al 2025 (118.017), al 2024 (112.115), al 2023 (99.617), al 2022 (90.705) e, oltre alla parentesi Covid (circa 30mila voli sommando aprile 2021 e aprile 2020), anche al pre pandemia (103.890 voli nell’aprile del 2019).

Italia in controtendenza

È chiaro, una buona percentuale dei voli dello scorso mese è stata prenotata con anticipo, quindi prima dell’escalation in Medio Oriente e soprattutto prima che si cominciasse a parlare di conseguenze per il traffico aereo. I dati italiani, però, sono in controtendenza rispetto a quelli di molti Paesi simili (come Germania e Francia) e in generale rispetto alla media dell’Unione europea. Tra i Ventisette, infatti, si è registrato un calo di oltre cinquemila voli (dai 574.349 del 2025 ai 569.112 voli di quest’anno).

Un caso particolare è quello della Spagna. Il traffico aereo è schizzato lo scorso mese, arrivando a 162.087 partenze (nel 2025 sono state 155.837). Il Paese iberico, con le sue otto raffinerie per il cherosene, è tra i meno esposti allo shock dai Paesi del Golfo.

La situazione per i prossimi mesi

Non si può dire lo stesso per gli altri Paesi europei. La situazione è a rischio, con diverse compagnie (tra cui Ryanair) che hanno già annunciato di dover tagliare i voli già a fine maggio. L’Ue, infatti, ha autorizzato temporaneamente l’utilizzo del carburante americano (Jet A), anche in vista della richiesta di viaggi in estate. A luglio e agosto 2025, infatti, i voli commerciali in Europa sono stati più di 690mila.

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