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Economia

La pausa caffè alla macchinetta si prende una pausa

Sala StampaDi Sala StampaMaggio 7, 20264 min di lettura
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La pausa caffè alla macchinetta si prende una pausa

In ufficio la pausa caffè alla macchinetta si è presa una pausa. Sarà l’effetto smartworking, forse per un cambio di abitudini ma nel 2025 il volume delle consumazioni acquistate ai distributori automatici, le vending machine, è stato di 3,66 miliardi con una flessione del 4,18% sul 2024 mentre la spesa è stata di 1,55 miliardi (-2,9%). È quanto emerge dallo studio di settore realizzato da Jakala per Confida, l’Associazione italiana distribuzione automatica, presentato a Venditalia 2026, la principale fiera internazionale dedicata alla distribuzione automatica che quest’anno, per la prima volta, si tiene a Fiera di Rimini. Lo studio evidenzia uinoltre n lieve calo anche del parco macchine, con 785 mila distributori installati (-2,9%), che comunque resta il più importante d’Europa.

Se il mercato sembra entrato in una fase di stand-by l’offerta cerca di intercettare i nuovi bisogni dei consumatori puntando su prodotti a maggiore valore qualitativo e nutrizionale. I dati 2025 evidenziano una crescita delle referenze funzionali e bilanciate, come frutta secca (+3%) e nuove proposte di snack salati come, per esempio le combinazioni formaggio grana e grissini che crescono del +15%, e piatti pronti (+29,8%). Tra le bevande calde si fa strada e rafforza le posizioni il caffè in grani che ormai rappresenta l’88% del totale del caffè offerto dalle vending machine, accompagnato da un’attenzione sempre più diffusa alla qualità delle miscele e alla valorizzazione dell’esperienza di acquisto. Un’evoluzione che si affianca a un’offerta consolidata, composta da prodotti iconici e intramontabili, da sempre centrali nell’esperienza del vending.

«Mai come negli ultimi anni l’industria alimentare italiana ha sviluppato nuovi prodotti che coniugano gusto ed equilibrio e, accanto ai prodotti tradizionali, ha promosso anche snack a ridotte dimensioni e con meno calorie, con meno grassi e zuccheri – segnala Massimo Trapletti, presidente di Confida –. La sfida per la distribuzione automatica è continuare ad evolversi, investendo in innovazione sia delle tecnologie made in Italy del vending che sono sempre più digitali e interconnesse, sia dell’offerta alimentare che deve riuscire ad intercettare anche i gusti della nuova generazione, la cosiddetta Gen Z, che grazie alle frequenti esperienze di viaggio e di studio all’estero, ha sviluppato abitudini di consumo più internazionali».

Analizzando gli acquisti effettuati nel 2025 ai distributori automatici, il calo riguarda tutte le principali macrocategorie, a partire dalle bevande calde (-3,33%), che continuano tuttavia a rappresentare il cuore del vending con il caffè che da solo pesa per oltre la metà dei consumi complessivi. Al rafforzamento del caffè in grani, si affianca una riduzione delle soluzioni porzionate e solubili, più esposte alla concorrenza di modalità alternative di consumo. La crescita di ginseng e orzo riflette un cambiamento delle preferenze dei consumatori a cui la distribuzione automatica ha saputo rispondere prontamente grazie alle nuove macchine che consentono di ampliare l’offerta. In flessione le bevande fredde (-5,85%), penalizzate in particolare dal calo dell’acqua minerale (-5,12%), su cui incide la crescente diffusione dei distributori allacciati alla rete idrica. Nel 2025, infatti, il 58% dei gestori ha installato almeno un erogatore, contribuendo a modificare in modo strutturale le abitudini di consumo. In controtendenza, si segnala la crescita degli energy drink (+5,9%), che intercettano nuove occasioni di consumo come possibile alternativa al caffè, e che rispondono alla crescente attenzione verso lo sport e l’attività fisica. Anche il comparto snack (-5,85%) risente del mutato contesto, con una contrazione su alcuni prodotti dolci come le barrette (-17%), le merendine (-7%) e i biscotti. Sul fronte delle macchine per caffè espresso, capsule e cialde per uffici, il 2025 evidenzia una flessione leggermente più accentuata, con consumazioni in calo del 5,42% (circa 1,05 milioni) e fatturato a -4,09% (oltre 384 milioni di euro), a conferma delle difficoltà legate alla riduzione delle presenze nei luoghi di lavoro. Le prospettive risultano invece più favorevoli per il canale horeca che, secondo i professionisti del settore, è il segmento con le migliori attese di crescita.

«In un momento di riduzione dei consumi – commenta Ernesto Piloni, ad di Venditalia – il successo di questa edizione della nostra fiera mostra la volontà degli operatori del settore di investire in innovazione per dare una risposta ai nuovi modelli di consumo, sempre più flessibili e distribuiti nel corso della giornata, meno legati alla pausa tradizionale e sempre più connessi a stili di vita in evoluzione. In questa direzione si inserisce il concept di Venditalia 2026, “Think Automatic”, che richiama la capacità del settore di adattarsi ai cambiamenti dei consumatori e di sviluppare nuove occasioni di consumo».

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