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Home » La ricchezza delle famiglie perde il 5% sul 2021 per effetto dell’inflazione
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La ricchezza delle famiglie perde il 5% sul 2021 per effetto dell’inflazione

Sala StampaDi Sala StampaGennaio 28, 20265 min di lettura
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La ricchezza delle famiglie perde il 5% sul 2021 per effetto dell’inflazione

Alla fine del 2024 la ricchezza netta delle famiglie italiane è stata pari a 11.732 miliardi di euro. Rispetto al 2023 è aumentata del 2,8% a prezzi correnti ma, valutata a prezzi costanti, è ancora inferiore di oltre il 5% rispetto al 2021 per effetto della forte inflazione nel 2022. Lo rileva l’Istat. L’aumento delle attività non finanziarie nel 2024 rispetto all’anno precedente (+1,9% a prezzi correnti) è stato trainato dalla componente delle abitazioni, cresciuta in misura significativa per il terzo anno consecutivo. Il valore delle attività finanziarie è aumentato del 3,6%.

Il valore delle attività finanziarie, scrive l’Istat, è aumentato del 3,6%, principalmente per effetto dell’andamento positivo dei prezzi delle quote di fondi comuni, dei titoli e delle riserve assicurative. Le passività finanziarie hanno registrato un modesto aumento dovuto alla crescita degli altri conti passivi (soprattutto debiti commerciali). Nel confronto internazionale, il rapporto tra la ricchezza netta e il reddito lordo disponibile delle famiglie è rimasto stabile in Italia e Canada, mentre è diminuito per il terzo anno consecutivo in Francia e nel Regno Unito. La ricchezza netta delle società non finanziarie nel 2024 è risultata pari a 1.015 miliardi di euro. Tra le attività reali, che costituiscono il 56,6% della ricchezza lorda, ha continuato a crescere il valore degli immobili, seguiti dagli impianti e macchinari. Dal lato finanziario, è sensibilmente aumentato il valore di mercato delle azioni in portafoglio. Sono inoltre cresciute le detenzioni di titoli e i depositi. L’indebitamento in rapporto alle attività non finanziarie è calato, come è avvenuto anche per le imprese britanniche e canadesi, mentre è salito per quelle francesi. La ricchezza lorda delle società finanziarie ha registrato una crescita pari all’1,2%, interrompendo la fase di contrazione in atto dal 2022. L’aumento delle consistenze all’attivo ha interessato principalmente le azioni e le quote di fondi comuni. Anche le passività sono cresciute (+0,9%), con una significativa diminuzione della raccolta di depositi a fronte della crescita del valore delle quote di fondi comuni, di azioni e di titoli. Alla fine del 2024 la ricchezza netta delle amministrazioni pubbliche è risultata negativa per 1.522 miliardi di euro, in peggioramento rispetto al 2023 per effetto della crescita delle passività (+3%), mentre le attività sono rimaste sostanzialmente stabili. Nel confronto internazionale, il rapporto tra la ricchezza netta delle amministrazioni pubbliche e il Pil nel 2024 è peggiorato solo in Italia e in Francia.

Nel 2024 ricchezza netta 199mila euro a persona

Alla fine del 2024 la ricchezza netta delle famiglie italiane, misurata come somma delle attività non finanziarie e delle attività finanziarie al netto delle passività, è stata pari a 11.732 miliardi di euro con un valore pro capite pari a 199 mila euro. LO rileva il Report Istat Bankitalia sulla ricchezza dei settori istituzionali. Rispetto al 2023, la ricchezza netta è aumentata del 2,8% a prezzi correnti, raggiungendo il valore più elevato dal 2005; tuttavia, quando valutata a prezzi costanti, essa è ancora inferiore a quella del 2021 di oltre il 5% a causa della forte inflazione nel 2022. In rapporto al reddito lordo disponibile, la ricchezza netta è rimasta stabile rispetto al 2023 (8,2), tra i valori più bassi del periodo 2005-2024. Le attività non finanziarie (6.761 miliardi di euro) sono aumentate dell’1,9% a prezzi correnti (+124 miliardi), trainate dalla componente delle abitazioni, il cui valore è salito a 5.662 miliardi. Dopo tre anni di crescita sostenuta, il valore delle abitazioni nel 2024 è stato di poco inferiore al massimo raggiunto nel 2011 (5.701 miliardi) e ha recuperato il calo di oltre 7 punti percentuali avvenuto tra il 2012 e il 2018. Il valore degli immobili non residenziali è aumentato dell’1,2%, in linea con la dinamica degli ultimi tre anni. Le attività finanziarie (6.013 miliardi) sono aumentate di 206 miliardi (+3,6%), guidate dagli incrementi delle quote di fondi comuni (+92 miliardi), dei titoli di debito (+60 miliardi) e delle riserve assicurative (+45 miliardi). In particolare, le detenzioni di quote di fondi comuni hanno raggiunto il valore più alto nel periodo di indagine (841 miliardi). Le passività finanziarie hanno registrato un modesto aumento (+8 miliardi, +0,7%) per effetto della crescita degli altri conti passivi (soprattutto debiti commerciali). La crescita del valore della ricchezza finanziaria netta nel 2024 è riconducibile in larga misura all’andamento complessivamente positivo dei mercati finanziari, che ha determinato poco meno di 150 miliardi di guadagni in conto capitale principalmente su quote di fondi comuni, azioni, e riserve assicurative. Invece, i nuovi flussi di risparmio finanziario (24 miliardi) hanno contribuito all’aumento del valore della ricchezza finanziaria in misura più contenuta rispetto agli anni precedenti.

Alla fine del 2024, spiega l’Istat, poco più della metà della ricchezza lorda delle famiglie italiane era composta da attività non finanziarie (52,9%) e in particolare da abitazioni (44,3%) e immobili non residenziali (5,5%). Rispetto al 2023, l’incidenza delle attività finanziarie sulla ricchezza lorda è leggermente aumentata. Tra i principali strumenti finanziari, il risparmio gestito6 pesava per il 15,4%, seguito da azioni (13,8%) e depositi (12,4%). Tra il 2023 e il 2024, la ricchezza netta delle famiglie in rapporto al reddito lordo disponibile è rimasta pressoché stabile in Italia e Canada, è aumentata in Germania, mentre è diminuita per il terzo anno consecutivo in Francia e nel Regno Unito. “Misurata in rapporto alla popolazione, alla fine del 2024 la ricchezza netta delle famiglie (escluse le scorte), si legge nel Report, in Italia era pari a 199 mila euro, tra i valori più bassi nel confronto con gli altri paesi in esame, ancorché superiore a quello del Regno Unito per il secondo anno consecutivo. Rispetto al 2023, la ricchezza netta pro capite è cresciuta quasi del 3%, meno che in Canada, Regno Unito e Germania”.

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