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La rivoluzione del fondotinta: skincare e tecnologia cambiano le regole

Sala StampaDi Sala StampaDicembre 10, 20254 min di lettura
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La rivoluzione del fondotinta: skincare e tecnologia cambiano le regole

Nel backstage delle tendenze beauty, il fondotinta è tornato protagonista assoluto: non più maschera uniforme, ma seconda pelle intelligente. Le formule di ultima generazione lavorano in trasparenza, modulano la luce, si adattano al tono naturale come se conoscessero già la nostra pelle. Dimenticano l’effetto gesso, abbracciano idratazione, protezione, tenuta impalpabile. «Negli ultimi cinque anni il fondotinta ha vissuto una trasformazione radicale», dice Michele Magnani, Global Senior Artist di Mac Cosmetics e portavoce di Mac Italia nel mondo. «Dal 2020 in poi, complice l’attenzione crescente verso la cura della pelle, le case cosmetiche hanno iniziato a ripensare completamente formule e performance. La skincare è diventata un rituale quotidiano irrinunciabile: oggi ci si strucca con attenzione, si scelgono prodotti mirati, si usano maschere e trattamenti specifici. Un approccio che ha spinto i brand a creare texture sempre più ibride, capaci di unire make-up e trattamento».

Skinification è la parola d’ordine

La skinification è ormai parte integrante della beauty routine: si parte da una detersione e un’idratazione mirata, per poi proseguire con prodotti make-up arricchiti da attivi skincare che offrono benefici aggiuntivi alla pelle. «Il fondotinta non ha più il compito di nascondere le imperfezioni, ma di nutrire la pelle dall’interno, rendendola luminosa e radiosa» continua Magnani. «L’inserimento di attivi skincare nei fondotinta amplifica i benefici della beauty routine mattutina e rimane attivo per tutta la giornata. È un cambio di paradigma rispetto alle formulazioni di qualche anno fa, spesso poco idratanti e più concentrate sulla coprenza che sul benessere cutaneo. Oggi, invece, esistono fondotinta che arrivano a contenere fino all’80% di ingredienti skincare, e perfino formule soft matte che superano l’87% di componenti trattanti. Il risultato è una pelle idratata fino a 24 ore, pur mantenendo un finish naturale e modulabile».

L’era del “flash friendly”

Un altro tema chiave riguarda la resa fotografica. Con l’uso costante di selfie, smartphone e contenuti digitali, i prodotti devono essere “flash friendly”: niente effetto flashback, quello che in passato ha tradito persino star come Nicole Kidman, finita sui red carpet con antiestetiche macchie bianche. Le formulazioni di nuova generazione sono micronizzate, uniformi e riflettono la luce in modo sano, regalando un effetto rimpolpato senza interferire con i sensori delle fotocamere.

Fondotinta, le novità sempre più hi-tech

Photogallery12 foto

Come scegliere il fondotinta giusto

Non è facile azzeccare la tonalità perfetta. Grazie ai nuovi shade finder basati sull’intelligenza artificiale, basta un selfie per individuare in pochi secondi la nuance ideale: strumenti come Match My Shade di L’Oréal Paris e MAC Foundation Shade Finder, confrontano l’immagine con migliaia di tonalità e selezionano quella più adatta al proprio incarnato. «Attenzione, però, il risultato può essere diverso: la luce artificiale inganna» spiega Magnani. «Conviene sempre provare la base all’aperto e individuare il proprio sottotono: caldo, neutro o freddo. Un sottotono caldo è più dorato o olivastro; uno freddo è più rosato, mentre il neutro sta nel mezzo. Come individuare la nuance ideale? L’errore più comune è quello di applicarlo sul dorso della mano e, peggio ancora, sul dorso: invece va applicato sull’osso mandibolare, e se non si vede lo stacco si è scelta la tonalità giusta». Per andare sul sicuro è sempre megno andare in negozio e fare la prova sul campo. Oppure si può creare il proprio fondotinta con l’aiuto di esperte formulatrici. City Lab Cosmetics, a Milano, offre questo servizio. La pelle viene analizzata con macchinari all’avanguardia; in base ai risultati, si individua la texture più adatta e si sviluppa la tonalità perfetta per l’incarnato. Si seleziona anche il principio attivo e la fragranza preferiti, per poi entrare in laboratorio e dare vita al proprio fondotinta personalizzato.

Come applicarlo?

Le formule di ultima generazione hanno reso l’applicazione del fondotinta decisamente più intuitiva: le texture moderne scorrono sulla pelle senza sforzo, anche quando si utilizzano semplicemente i polpastrelli. «Per i prodotti liquidi e fluidi, l’applicazione con le dita resta la più semplice» spiega il make-up artist. «Il prodotto va steso dall’interno verso l’esterno e, sulla fronte, dal basso verso l’alto. Si può anche usare il pennello, preferibilmente piatto e sagomato, da utilizzare con movimenti circolari per ottenere un risultato uniforme, oppure la beauty blender, la spugnetta a ovetto in lattice, ideale per stendere qualsiasi texture e perfetta per i ritocchi mirati. Usata asciutta, garantisce maggiore coprenza e un finish sofisticato; da umida, invece, alleggerisce il prodotto e crea un effetto ultra light». Il correttore va applicato prima o dopo il fondotinta? «Dipende dall’obiettivo – conclude Magnani – Se serve a camuffare discromie e imperfezioni, va applicato prima della base. Se invece lo scopo è illuminare il contorno occhi, il consiglio è di picchiettarne una piccola quantità dopo il fondotinta, scegliendo una tonalità leggermente più chiara per valorizzare le zone d’ombra».

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