Il “caro energia” continua a spaventare il tessuto produttivo italiano, delineando quella che le imprese definiscono una “tempesta perfetta”. Per arginare l’emergenza, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha incontrato i rappresentanti delle piccole e medie imprese, mettendo sul tavolo una serie di interventi mirati, seppur al momento limitati.
Le proposte del Ministero
Tra le ipotesi al vaglio del Governo figurano: un credito d’imposta sui carburanti per gli autotrasportatori e sgravi fiscali per le imprese manifatturiere ed esportatrici, le più colpite dalle ripercussioni economiche del conflitto in Ucraina.
Tuttavia, le risposte del mondo produttivo sono state di forte insoddisfazione. Simone Gamberini (Presidente Legacoop) e Cristian Camisa (Presidente Confapi) hanno espresso delusione per l’assenza di proposte strutturali, sottolineando come l’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia richieda decisioni immediate e non più rinviabili.
I numeri della crisi
I dati diffusi da Confesercenti (che non ha partecipato all’incontro) fotografano una situazione critica. Dall’inizio della guerra l’elettricità è aumentata del 24% mentre il gas ha subito un rincaro del 33%. Il costo complessivo delle bollette per le piccole imprese del commercio e del turismo è lievitato di 900 milioni di euro l’anno.
Lo scontro politico e il forfait delle grandi sigle
Il tavolo istituzionale è stato segnato da un’importante frattura politica. Confcommercio, Confindustria e Confesercenti hanno disertato la riunione in segno di protesta contro la decisione del Governo di coinvolgere anche associazioni accusate di sottoscrivere i cosiddetti “contratti pirata“.
Mauro Lusetti, Vicepresidente di Confcommercio, ha spiegato duramente la posizione del gruppo: “Non vogliamo stare nello stesso posto dove sono organizzazioni che sottoscrivono contratti pirata che comprimono i diritti, i livelli di sicurezza e i salari dei lavoratori”.





-U65756241673XcJ-1440x752@IlSole24Ore-Web.jpg?r=1170x507)






