Persa la battaglia in Parlamento, parte quella dei ricorsi (ne saranno presentati trenta il 26 ottobre) contro la nuova legge elettorale, Stabilicum o Rosatellum. Oggi alla Camera la “Rete per un voto libero e uguale”, guidata dai costituzionalisti Roberto Zaccaria e Enrico Grosso, ha presentato insieme ai partiti di opposizione la strategia per portare lo Stabilicum o Melonellum davanti alla Consulta. Al lavoro una rete di avvocati arrivati a quota 99. «La legge è gravemente incostituzionale e per questo presentiamo questa straordinaria macchina dei ricorsi La reazione è forte, con l’obiettivo di arrivare alla Corte costituzionale prima delle elezioni», ha detto Zaccaria anticipando che in totale saranno 500 i ricorrenti a sottoscrivere gli atti di costituzionalità. Tra questi, oltre a figure storiche come Romano Prodi, Pieluigi Bersani, Massimo D’Alema e Fausto Bertinotti, esponenti della società civile come Giovanni Bachelet, Luciano Canfora, Gianrico Carofiglio, Lella Costa, Maurizio De Giovanni, Tiziana Ferrario, Monica Guerritore, Marisa Laurito, Gad Lerner, Tomaso Montanari.
I 6 punti nel mirino dei ricorsi
Sono 6 i punti del testo nel mirino dei ricorsi. «La prima questione è il premio maggioranza, sia in termini numerici sia sotto l’aspetto delle modalità di assegnazione attraverso un numero fisso» ha spiegato Grosso. Il secondo aspetto riguarda l’assegnazione del premio su base nazionale del Senato, «che deve essere eletto invece su base regionale». Il terzo riguarda le modalità di selezione degli eletti e quindi l’assegnazione dei seggi. E poi: «la disparità di genere che regola le candidature e le preferenze», per cui con «i capilista bloccati possono anche essere tutti uomini»; l’indicazione preventiva e obbligatoria del futuro presidente del Consiglio che «viola la libertà dei partiti di scegliere come presentarsi e le prerogative del Presidente della Repubblica di assegnare l’incarico di formare un governo nonché l’obbligo di raccolta di un numero abnorme di firme per le nuove formazioni politiche che «è irragionevole»
Con i ricorsi via aspetti incostituzionali ma legge elettorale resta idonea
«Nessuno chiede il ritorno alla precedente legge che ormai è abrogata» ha chiosato Grosso, che ha aggiunto: « Se i ricorsi saranno accolti la nuova legge sarà depurata degli aspetti incostituzionali, restando idonea ad essere applicata»
Ricorsi depositati il 26 ottobre
«Abbiamo l’obiettivo ambizioso di presentare i ricorsi subito dopo l’entrata in vigore della legge» ha spiegato l’avvocato Pietro Adami, coordinatore legale della Rete per un voto libero e uguale. Sabato 24 ottobre lo Stabilicum o Melonellum entrerà in vigore, trascorsi i quindici giorni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale di venerdì scorso. Il 26 ottobre, dunque, nei Tribunali dei 30 tra distretti e uffici giudiziari italiani verranno simultaneamente depositati i ricorsi che mettono nero su bianco le norme a rischio di incostituzionalità. «Ragionevolmente a metà gennaio ci saranno le udienze e un giudice potrà fare ordinanza di remissione alla Consulta».
Sentenza della Consulta entro la primavera
E la Corte Costituzionale quando potrebbe decidere? I ricorrenti non si sbilanciano, anche se Adami azzarda: «La Consulta ha la possibilità di valutare l’urgenza di questa questione e di fissarla rapidamente. Non faremmo tutto questo se non pensassimo di poter arrivare in tempo per le elezioni. Quindi direi entro la primavera potremmo avere l’udienza in Corte Costituzionale, tra marzo e giugno».







