Con oltre 1,2 miliardi di euro di fatturato nel 2025 (+3% sul 2024), quella dei legumi in scatola si conferma una produzione importante per il comparto delle conserve vegetali. A fare il punto sul settore in occasione della Giornata mondiale dei legumi del 10 feb braioè l’Anicav (Associazione nazionale industriali conserve alimentari vegetali.
Circa 700 milioni di euro (pari al 58% del fatturato) derivano dall’export, che continua a crescere sia in valore che in volume (circa +4%), «a dimostrazione che la qualità dei prodotti italiani è sempre più apprezzata e riconosciuta sui mercati internazionali», nota Anicav.
Per quanto riguarda i consumi interni, «nel 2025 si è registrato un trend positivo sia in termini di volumi che di valore». Con i fagioli in scatola che si confermano il prodotto più venduto: se si escludono le conserve rosse, rappresentando circa il 42% del mercato delle conserve vegetali.
«I legumi in scatola rappresentano un pilastro fondamentale di una corretta alimentazione. Le loro riconosciute proprietà benefiche, unite a un impatto ambientale contenuto, li rendono la principale alternativa alle proteine di origine animale – sottolinea Giovanni De Angelis, direttore Generale di Anicav – . Non è un caso che la Fao li indichi come nutrienti chiave per un futuro sostenibile. Anche sotto il profilo economico i dati ci dicono che si tratta di un comparto strategico. I legumi in scatola trasformati in Italia si confermano, quindi, un’eccellenza riconosciuta nel mondo per l’elevato livello di qualità e sicurezza, risultato di un’attenta selezione delle materie prime e di un costante impegno nei processi, anche attraverso l’impiego di tecnologie avanzate, che le nostre aziende continuano a garantire».
Secondo Laura Rossi, direttrice del Reparto nutrizione, alimentazione e salute dell’Istituto superiore di sanità, «i legumi rappresentano una componente fondamentale di un’alimentazione sana, equilibrata e sostenibile. Sono una fonte preziosa di proteine vegetali, ricchi di fibra, hanno pochi grassi e sono privi di colesterolo in quanto prodotti vegetali (il colesterolo lo troviamo solo negli alimenti di origine animale). Inseriti regolarmente nella dieta, almeno 3 volte a settimana secondo le raccomandazioni delle Linee guida per una sana alimentazione, contribuiscono ad aumentare la sazietà; controllare la glicemia; ridurre il rischio cardiovascolare; migliorare la funzionalità intestinale; promuovere un’alimentazione più sostenibile per l’ambiente».












