Quella appena conclusa è stata un’estate da record per il turismo italiano ma allo stesso i mesi da giugno ad agosto sono stati segnati da parecchi disagi per chi si è messo in viaggio scegliendo l’aereo: il numero di passeggeri che si è ritrovato a terra perché il proprio volo è stato cancellato si è triplicato rispetto allo stesso periodo del 2025, passando da 406mila a quasi 1,3 milioni. A pesare è state una sequenza ravvicinata di scioperi nel trasporto aereo in ciascuno dei mesi più intensi per l’industria dei viaggi. La rilevazione arriva da AirHelp, società del settore viaggi che si occupa di disservizi aerei.

Si registra invece un lieve miglioramento sul fronte dei ritardi: la quota di voli con ritardo superiore ai 15 minuti è passata dal 32,7% dell’estate 2025 al 28,6% di quest’anno.

Il diritto al risarcimento

«A fronte di questi numeri resta bassa la consapevolezza di un diritto previsto dalla normativa europea: quello al risarcimento» fa notare AirHelp che ricorda come il Regolamento CE 261/2004 riconosca «ai passeggeri coinvolti in ritardi superiori alle 3 ore, cancellazioni con meno di 14 giorni di preavviso o negati imbarchi per overbooking, un risarcimento che va da 250 a 600 euro, a seconda della distanza della tratta».

Gli scioperi estivi

A far lievitare il conteggio dei voli cancellati sono state le agitazioni sindacali che hanno segnato l’intera stagione estiva. A partire dallo sciopero del 13 giugno che ha coinvolto in particolare il personale EasyJet e gli scali di Milano Linate, Cagliari e Verona. A luglio la giornata “nera” è stata invece quella del 5 luglio.

I maggiori disagi si sono registrati il 21 agosto, con 235.347 passeggeri coinvolti, durante uno dei periodi di maggiore traffico della stagione estiva. Infine il 13 settembre uno sciopero del personale di terra ha coinvolto Fiumicino, Ciampino, Malpensa, Torino e Venezia.

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