Il riavvicinamento della Gran Bretagna all’Unione Europea passa anche dall’Italia. Durante l’incontro oggi a Londra con il segretario di Stato britannico per le Imprese, l’Innovazione, la Scienza e il Commercio Jonathan Reynolds, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha rassicurato il suo omologo che il Governo italiano sostiene fortemente la partecipazione di Londra a Made in Europe.

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«Ho detto a Reynolds che l’Italia considera la Gran Bretagna un grande partner strategico che deve essere considerata nel perimetro del Made in Europe, a patto che ci siano condizioni di reciprocità – ha detto Urso alla stampa all’Ambasciata italiana a Londra dopo l’incontro bilaterale -. L’Italia vede con favore l’inclusione della Gran Bretagna nella politica per tutelare le imprese europee dalla concorrenza straniera».

Londra ha espresso il timore di essere la parte lesa dal programma industriale “protezionista” della Ue e si è detta disposta a fare concessioni, anche sulla mobilità giovanile, per entrare a farne parte. Della questione si discuterà al vertice tra Regno Unito e Ue che si terrà a Bruxelles il 20 novembre.

Un accordo in tempi così stretti è però improbabile, ha avvertito oggi Urso: «Il problema principale non è l’atteggiamento verso la Gran Bretagna ma verso altri attori. Ci sono opinioni diverse e diverse esigenze e stiamo cercando di trovare una posizione comune che possa poi essere avallata dalle istituzioni europee. Il perimetro va comunque definito entro l’anno».

Ue e Regno Unito più vicini

Al di là del programma Made in Europe, il Governo italiano vede con favore la svolta pro-Ue avviata dal nuovo primo ministro Andy Burnham, che ha dichiarato che Brexit «ha fatto più male che bene».

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