La giustizia tributaria si rinforza. Dopo i 173 magistrati vincitori pronti a entrare in servizio – ai quali si aggiungono i 22 transitati da altre magistrature – il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha annunciato un nuovo bando per altri 177 giudici. L’annuncio è arrivato al convegno «Fisco e Giustizia: un equilibrio possibile», ospitato a Palermo il 6 giugno dall’associazione Io Pubblico – Jus Publicum.
La riforma di Leo: processo digitale e soglia del monocratico a 10mila euro
In videomessaggio, Leo ha ripercorso la riforma del processo tributari: comunicazioni via Pec, atti digitali, udienze a distanza, addio alla mediazione e conciliazione estesa alla Cassazione. La novità più incisiva è arrivata dal decreto Pnrr: dal 2 maggio la competenza del giudice monocratico è salita da 5mila a 10mila euro.
Online dal 2024, intanto, la banca dati delle sentenze tributarie di merito, in attesa dell’estensione alle pronunce di Cassazione.
Processo tributario telematico, cosa cambia con Sirianni
Sul fronte tecnologico, il direttore generale del dipartimento della Giustizia tributaria Fiorenzo Sirianni ha annunciato il completamento del «ciclo delle comunicazioni»: un avviso sul cellulare segnala l’invio della Pec da parte della segreteria. Innalzato anche da 10 a 50 MB il limite dei file caricabili nel processo telematico. Un capitolo a parte per le segreterie, definite il «cuore» della struttura: sul territorio operano 101 posizioni organizzative e 13 elevate professionalità.
Il filo conduttore lo ha dato il presidente dell’associazione promotrice, Enzo Priore: cittadino e fisco non sono avversari, ma condividono l’interesse alla tenuta del sistema. Una fiducia reciproca che in Italia resta sotto la media Ocse e che la riforma punta a ricostruire.

