Quattro bambini su dieci non hanno bisogno dell’antibiotico quando hanno mal di gola e febbre. È questo il dato principale che emerge dalla ricerca effettuata in 778 farmacie italiane da Università di Torino e Fenagifar, Federazione nazionale associazioni giovani farmacisti, presentata al Ministero della Salute in un incontro dedicato al contrasto all’antimicrobico-resistenza.
Un test semplice che fa la differenza
Lo studio ha analizzato 1.914 test rapidi per lo streptococco betaemolitico di gruppo A eseguiti nelle farmacie di comunità. Il test, che si effettua con un semplice tampone faringeo e dà risultati in pochi minuti, ha rivelato che solo il 45% dei casi è risultato positivo. Nei bambini da 0 a 10 anni la percentuale sale al 59%, ma resta un dato che conferma come in oltre metà dei casi non vi sia indicazione alla terapia antibiotica. «Senza il test, una quota rilevante degli antibiotici viene erogata inutilmente, anche se l’infezione è virale», spiega Vladimiro Grieco, presidente Fenagifar. Il tampone rapido permette infatti di distinguere le infezioni batteriche da quelle virali, evitando prescrizioni inappropriate che alimentano il fenomeno della resistenza.
Una ricerca che cambia la prospettiva
Il progetto “Antibiotico-resistenza: è tempo di agire”, promosso da Fenagifar in collaborazione con Federfarma e Sistema farmacia Italia, con il patrocinio della FOFI, rappresenta un tassello importante nella lotta all’antimicrobico-resistenza. La ricerca, realizzata dall’Università di Torino e destinata a pubblicazione scientifica, ha coinvolto oltre 14.500 cittadini attraverso questionari che hanno rivelato un quadro preoccupante: sebbene oltre il 60% dichiari di aver sentito parlare di antimicrobico-resistenza, meno della metà è in grado di definirla correttamente. Un quarto degli intervistati ammette di consigliare antibiotici a familiari e amici, mentre più del 60% conserva in casa confezioni non utilizzate, favorendo l’automedicazione. Tra chi conosce correttamente il significato di AMR il completamento della terapia antibiotica supera l’88%, contro il 79% di chi non possiede questa conoscenza, confermando che la consapevolezza è clinicamente rilevante. È in partenza ora una seconda fase dello studio, che analizzerà l’impatto farmacoeconomico del tampone rapido in farmacia sulla riduzione del consumo di antibiotici e sull’ottimizzazione delle risorse del Servizio Sanitario Nazionale.
Le farmacie sentinelle contro l’abuso di antibiotici
«L’antimicrobico-resistenza è un’emergenza che in Italia determina circa 12mila morti», ha dichiarato il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato durante l’evento, intervistato dalla giornalista Francesca Fagnani. «Le farmacie possono dare un enorme contributo anche in questo, attraverso un esame semplice e in collaborazione con il medico di medicina generale». Gemmato ha sottolineato gli errori più comuni: «Il primo è abbandonare la terapia precocemente, quando si sta meglio, conservando le pillole che avanzano e consigliandole ad amici e familiari». Per Vladimiro Grieco «il problema dell’antimicrobico-resistenza non nasce negli ospedali ma sul territorio, con le infezioni banali e le decisioni prese per inerzia, sotto la pressione dei pazienti o per la mancanza di strumenti di diagnostica rapida». Il presidente di Federfarma Marco Cossolo ha evidenziato la portata del fenomeno: «In Europa si stimano 35mila morti e 11,7 miliardi di costi diretti e indiretti». Insomma, un semplice tampone nella farmacia sotto casa può aiutare i genitori a non sbagliare le cure per i propri figli e il sistema sanitario a contrastare l’antibiotico-resistenza e a risparmiare risorse preziose.










