«La credibilità costruita rappresenta una vera risorsa da preservare». Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in audizione sul Dpfp, aggiungendo che ciò costituisce la base per continuare a investire a beneficio di famiglie e imprese. «La procedura europea di approvazione della richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, come delineata dal regolamento sul braccio preventivo della nuova governance, non è ancora conclusa, dovendosi attendere la formale approvazione del Consiglio: è in questo contesto e all’interno di tale procedura che deve essere letto il contenuto programmatico del Dpfp», ha aggiunto il ministro dell’Economia. «La composizione della manovra sarà quindi definita alla luce del completamento della procedura europea – ha sottolineato – ed elementi saranno forniti nel Documento programmatico di bilancio (Dpb) che, a breve, il Governo trasmetterà al Parlamento e alle Autorità europee».
Recupero delle retribuzioni si è arrestato
«Nel secondo trimestre 2026 il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente. La crescita dei consumi pari all’1,7% si è così associata a una riduzione della propensione al risparmio delle famiglie consumatrici, diminuita nel trimestre di 1,2 punti percentuali, attestandosi al 6,7%. A fronte di un incremento dell’1,4% del deflatore implicito dei consumi, il potere d’acquisto delle famiglie ha segnato una riduzione su base congiunturale dello 0,9%». Lo ha detto Francesco Maria Chelli, presidente dell’Istat, in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sul Dpfp 2026.
La difficoltà delle famiglie
«La stima della spesa media mensile delle famiglie residenti in Italia si attesta a 2.782 euro in valori correnti, sostanzialmente invariata rispetto ai 2.755 euro del 2024 (+1,0%). Il 29,4% delle famiglie ha dichiarato di aver limitato la spesa per cibo rispetto all’anno precedente, riducendo la quantità o la qualità dei prodotti acquistati, percentuale in calo rispetto al 31,1% del 2024. Tenendo conto dell’andamento dei prezzi, il rapporto tra la spesa totale equivalente delle famiglie dell’ultimo quinto e quella delle famiglie del primo quinto si attesta a 5, in leggera diminuzione rispetto al 5,1 del 2024», ha aggiunto.
Fermo il recupero delle retribuzioni
«L’attuale fase di risalita dell’inflazione richiede particolare attenzione sul fronte delle dinamiche retributive. Nel secondo trimestre dell’anno la fase di recupero delle retribuzioni nominali rispetto alla crescita dei prezzi – ininterrotta dal quarto trimestre 2023 al primo 2026 – si è arrestata. In particolare, nel settore privato la dinamica tendenziale delle retribuzioni nel periodo aprile-agosto (ultimo dato disponibile per le retribuzioni) si mantiene, seppur in misura contenuta, al di sotto dell’inflazione».







