Il Mar Ligure raggiunge picchi di temperatura oltre i 30 gradi finora mai registrati dall’agenzia di monitoraggio ambientale Arpal, che è stata costretta a ritarare la boa ondametrica di Capo Mele (Savona).
La boa è tornata in mare con una strumentazione rinnovata che rafforza la capacità di monitoraggio dello stato del mar Ligure e i segnali dei cambiamenti climatici. L’intervento di aggiornamento tecnologico ha interessato diversi sistemi di bordo, tra le novità più attese c’è il sistema di gestione del sensore della temperatura superficiale del mare misurata a circa due metri di profondità: adesso può arrivare fino a 35 gradi superando il precedente limite di 29,9.
“Si tratta di un adeguamento importante, alla luce dell’aumento delle temperature del Mediterraneo registrato negli ultimi anni, che consentirà di rilevare con precisione anche eventuali nuovi estremi termici – spiega Arpal -. Alla luce di questa novità, non possiamo dire con certezza se il valore di 30,3 gradi misurato fra le 14 e le 16 di lunedì scorso, 3 agosto 2026, sia o meno il record per quel tratto di mare, ma si tratta del valore più elevato misurato dallo strumento Arpal”.
Varata nel 2012 grazie a un finanziamento della Regione Liguria, la boa di Capo Mele è l’unica piattaforma meteo-marina di questo tipo presente nel Mar Ligure.
Posizionata a due miglia al largo di Capo Mele tra le province di Savona e Imperia, in un’area strategica per lo studio della dinamica costiera tra Ponente e centro della Liguria, trasmette in tempo reale dati fondamentali per il monitoraggio ambientale, il supporto alle opere costiere e la ricerca sui cambiamenti climatici.








