E’ il rispetto delle prerogative costituzionali del capo dello stato, il senso del colloquio tra il presidente Mattarella e il guardasigilli Carlo Nordio, salito al Quirinale dopo che era stata diffusa la notizia dell’avvio dell’istruttoria finalizzata alla concessione della grazia in favore di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per l’uccisione di due rapinatori. Un’istruttoria avviata per iniziativa del ministro, non su richiesta degli avvocati.
Nel faccia a faccia con Nordio, Mattarella ha ricordato che la Costituzione riserva eslusivamente al capo dello stato la concessione della grazia, che è il presidente a potere prendere l’iniziativa anche in assenza di una richiesta. Non c’è dunque una questione di merito sull’opportunità o meno di concedere la grazia a Roggero, spiegano fonti dle Quirinale, anche perchè non sono ancora note le motivazioni della sentenza.
Ma un richiamo di merito, sulle prerogativce del capo dlelo stato e sui poteri del ministro, per lasciare al suo successore – ha detto Mattarella citando Luigi Einaudi – le facoltà che la costituzione assegna al rpesidente immuni da qualsiasi incrinatura.










