Più rimpatri volontari
Il Governo punta molto sul programma (definito dalla premier “remigrazione”) che è in forte crescita: nel 2024 i rimpatri non coatti erano stati appena 290. Lo strumento è stato al centro di una violenta polemica politica quando in primavera il centrodestra aveva previsto nel decreto sicurezza un contributo di 615 euro per gli avvocati (attraverso il Consiglio nazionale forense) per l’assistenza alle pratiche di rimpatrio e il rientro effettivo. Punto poi corretto dall’Esecutivo con un decreto.
Rifugiati: solo il 5% delle domande accettate
A completare il quadro migratorio c’è infine la protezione internazionale, elemento di frizione in questi giorni con la Germania per la gestione dei “dublinanti”: aumentano le domande esaminate (+47%), mentre la percentuale di dinieghi resta invariata (68%). Nei primi 180 giorni dell’anno a ottenere lo status di rifugiato sono state 3.546 persone (5% del totale). Sul fronte del terrorismo il Viminale è finora ricorso a 38 espulsioni di soggetti pericolosi per la sicurezza dello Stato contro i 21 casi del primo semestre 2025.
Meno reati
La delittuosità (1,068 milioni di reati) risulta complessivamente in calo (-10%) con una discesa per omicidi volontari (-15,3%), rapine (-12,3%) e furti (-11,4%). Al capitolo della violenza di genere si registra -37% per numero di vittime di sesso femminile, mentre salgono gli ammonimenti del questore per violenza domestica (24,1%) a fronte di un calo per stalking (-12,3%).
Manifestazioni: il 2,4% critiche
Altro tema delicato dopo la guerriglia degli incappucciati nel cantiere Tav a Chiomonte del 25 luglio restano le manifestazioni: più di settemila gestite dal 1° gennaio al 30 giugno e 2,4% con criticità e feriti tra le forze di polizia. Voce in aumento per le manifestazioni di piazza (136 agenti feriti, +61,9%) ma in calo per quelle sportive (45 agenti feriti, -35,7%). I controlli nelle stazioni ferroviarie, infine, hanno portato a un’impennata nel sequestro di droga: 17,18 tonnellate (+180%).








