«Prevenire una crisi migratoria simile a quella del 2015». L’Italia promette di lavorare assieme a Cipro, Grecia e Malta per garantire l’assistenza e il sostegno necessari alle popolazioni colpite dalla guerra in Medio Oriente, ma esorta l’Unione europea ad attivare uno stretto coordinamento per difendere i confini esterni da nuove possibili ondate migratorie.
La dichiarazione congiunta
La firma di Giorgia Meloni sotto la dichiarazione congiunta con gli omologhi dei tre Paesi arriva dal Consiglio europeo informale di Cipro e segue quanto già Roma aveva fatto mettere nero su bianco nel vertice dei capi di Stato di Governo riunito a marzo a Bruxelles. La preoccupazione di Meloni, del presidente cipriota Nikos Christodoulides, del greco Kyriakos Mitsotakis e del maltese Robert Abela è quella di far sentire la voce dei Paesi situati alle frontiere esterne dell’Unione Europea e dunque «maggiormente esposti a potenziali flussi migratori incontrollati verso l’Unione».
«Salvaguardare la gestione delle frontiere esterne»
Nasce da qui il confronto sulle possibili misure volte a «salvaguardare, se necessario e nel pieno rispetto del diritto internazionale, la sicurezza e l’efficace gestione delle frontiere esterne dell’Unione Europea». Perché ciò che serve, secondo i leader, è riaffermare l’importanza di un «approccio europeo comune» al fine di «massimizzare» l’efficacia delle rispettive risposte nazionali a un possibile «aumento significativo» dei flussi migratori legati al conflitto in Medio Oriente.
Coordinamento tra i ministri dell’Interno
Per questo Meloni e gli altri hanno incaricato i rispettivi ministri dell’Interno di «proseguire lo stretto coordinamento, anche esaminando, in collaborazione con la Commissione europea, le modalità più opportune per integrare gli sforzi nazionali nel quadro delle competenze e delle iniziative pertinenti dell’Unione Europea».











