Rob Dieperink, arbitro olandese di 38 anni, è morto nella sua abitazione di Borculo, nei Paesi Bassi. La notizia è stata confermata dalla KNVB, la Federcalcio orange, che ha espresso sgomento e profonda tristezza per la scomparsa di un collega descritto come stimato e competente. Le autorità, secondo quanto riportato dalla stampa olandese e internazionale, hanno escluso il coinvolgimento di altre persone, mentre la causa del decesso non è stata resa pubblica.
Dieperink era una figura nota dell’arbitraggio olandese: dirigeva partite in Eredivisie dal 2017 e aveva maturato esperienza anche in ambito internazionale. Nel 2024 aveva fatto parte del gruppo degli ufficiali VAR agli Europei, un traguardo che confermava la sua crescita nel panorama arbitrale europeo.
L’arbitro Rob Dieperink (ipa)
La sua morte arriva dopo settimane difficili per la sua carriera, già segnata dalla sua esclusione dalla lista degli arbitri e assistenti VAR per i Mondiali del 2026. Il suo nome era stato inizialmente inserito tra gli ufficiali di gara del torneo, ma poi rimosso dopo un’indagine nata in seguito a un arresto a Londra per sospette molestie su un minorenne; in seguito, il caso sarebbe stato archiviato per mancanza di prove.
La vicenda ha attirato molta attenzione perché ha intrecciato aspetti sportivi e giudiziari, con una rapida escalation mediatica negli ultimi mesi. Nonostante ciò, i comunicati della federazione olandese si sono concentrati soprattutto sull’aspetto umano, ricordando Dieperink come una persona apprezzata all’interno del mondo arbitrale e stringendosi alla famiglia e agli amici










