Nuovo ordine di navi da crociera, da parte di Msc, che stavolta sceglie, per la costruzione di queste unità, lo storico cantiere tedesco di Papenburg, cui l’ordine assicurerà la completa capacità, per il prossimo decennio. La commessa, il cui valore non è stato ufficializzato, ma sarebbe di circa 10 miliardi di euro, segna l’inizio della piattaforma New Frontier, una nuova classe di navi. L’accordo è stato annunciato dal presidente esecutivo di Msc Cruises, Pierfrancesco Vago, e dall’ad di Meyer, Bernd Eikens, presso il ministero federale dell’Economia e dell’energia di Berlino, presenti il ministro Katherina Reiche e il ministro-presidente della Bassa Sassonia, con delega all’Energia, Olaf Lies.
Con una capacità massima di 5.400 passeggeri e circa 180mila tonnellate di stazza lorda, queste unità saranno consegnate, con cadenza annuale, a partire dal 2030. Il cantiere di Papenburg, è stato ricordato, dà lavoro a più di 3.200 persone, quanto ad addetti diretti, e garantisce oltre 20mila posti, a livello regionale, legati alle attività dell’azienda.
«Il solido percorso, l’elevata competenza e la prestigiosa storia di Meyer – ha detto Vago – lo rendono un punto di riferimento della cantieristica navale europea. Insieme, creeremo navi che ridefiniscono l’esperienza crocieristica, preservando al contempo l’eccellenza costruttiva che pone la Germania in prima linea nell’ingegneria navale. La classe New Frontier ci permetterà di disegnare itinerari nuovi ed esclusivi, offrire ai nostri ospiti esperienze eccezionali e integrare tecnologie ambientali di ultima generazione, che contribuiranno al raggiungimento del nostro impegno verso la neutralità climatica entro il 2050».
Il nuovo ordine, ha aggiunto Eikens, «segna una pietra miliare nei 230 anni di storia di Meyer Werft. Siamo lieti di dare il benvenuto a Msc Cruises come nuovo e strategico partner, e siamo sinceramente onorati della fiducia riposta in noi. Questa partnership, a lungo termine, assicura crescita sostenibile e stabilità occupazionale per molti anni a venire».











