Ora il ritorno. «Il lancio della nuova campagna, frutto di un importante lavoro strategico e creativo – si legge nel comunicato – è previsto per la primavera di quest’anno» e proseguirà «con un piano integrato di comunicazione»
Armando Testa–Barilla: una storia lunga, non solo Mulino Bianco
Il rapporto fra le due realtà non si è esaurito con il Mulino. La nota lo ricorda: «Un rapporto consolidato negli anni anche dal lavoro per Pan di Stelle, con le campagne sempre firmate Armando Testa».
Marco Testa, Presidente e ad del Gruppo, nella nota consegna una frase che è insieme istituzionale e personale: «Siamo molto felici e molto fieri di questa splendida opportunità, e siamo grati a tutta la Barilla per averci nuovamente affidato la gestione di un brand di così grande prestigio». Il «nuovamente» pesa: dice che qui non si riparte da zero. Si riparte da una grammatica condivisa.
Il valore di un marchio
Mulino Bianco è ancora oggi, dopo tanti anni, un pezzo di quotidianità. Lo tiri fuori e scopri che questo marchio, dopo tanti anni, parla ancora. Negli anni Novanta, quella “famiglia” era un compromesso perfetto fra modernità e tradizione: un’Italia che usciva dalle cucine piccole e sognava spazi verdi, autenticità, tempo lento, ma senza rinunciare alla comodità del prodotto confezionato. La narrazione, insomma, faceva da ponte tra desiderio e scaffale. Oggi quel ponte va riprogettato: nuovi ritmi, nuove famiglie, nuove sensibilità (anche ambientali e sociali), nuove piattaforme. Il comunicato parla di «piano integrato»: significa che la storia non vivrà in un solo schermo e in un solo formato. E se Mulino Bianco è sempre stato un racconto, adesso deve diventare un racconto nativamente multicanale, oltre che espressione di molteplici punti di vista.








