Un mercato che, a oggi, vale appena il 9,4% della domanda complessiva di design in Italia, ma che è destinato ad aumentare rapidamente, trainato dalla crescente attenzione verso il benessere fisico e psicologico – soprattutto da parte delle nuove generazioni – e, soprattutto, dalle necessità di una popolazione che vive più a lungo e, fortunatamente, in salute.
Secondo l’ultimo Rapporto di Symbola sulla Design Economy (in collaborazione con Deloitte private, POLI.design, ADI e CUID), i prodotti e servizi di design destinati al settore dell’Health Care aumenterà nel breve termine al 9,7% per poi crescere ancora: dai dispositivi diagnostici alla farmaceutica, dalla progettazione dei percorsi di cura agli ambienti ospedalieri, agli ambienti domestici e urbani, la necessità di adeguare le nostre case, le nostre città e i nostri servizi sanitari alle esigenze dei cittadini è sempre più urgente.
Un mercato in continua crescita
Anche nelle filiere della salute, oggi in profonda trasformazione, il design — come già avvenuto in altre aree del Made in Italy — può diventare un motore di innovazione. In dialogo stretto con medicina, ingegneria e scienze sociali, può contribuire a ripensare prodotti e tecnologie (dai dispositivi medici alle soluzioni digitali), a migliorare processi e percorsi di cura, e a elevare qualità, sicurezza, accessibilità ed efficienza dei servizi sanitari attraverso approcci human-centered e di service design. Una integrazione che può rafforzare anche la competitività dei settori produttivi legati alla salute, alimentando una pipeline di R&S più solida e capace di generare valore industriale e sociale.
Da qui la decisione di cinque atenei italiani – che diversi anni lavorano su questo tema, realizzando progetti all’avanguardia e di grande eccellenza – di dare vita al Centro interuniversitario HCD-Care, Human-Centred Design per la cura, il benessere e l’inclusione. Protagoniste, le Università di Firenze, Siena, Genova, Chieti-Pescara e Roma-Sapienza, attraverso i loro centri di ricerca dedicati. Avviato circa un anno fa, il Centro ha l’obiettivo non solo di consolidare le attività di ricerca attraverso lo scambio e il confronto tra i saperi, ma anche di favorire l’applicazione dei risultati al mondo delle imprese.
Nasce proprio con questo obiettivo il convegno tenutosi a Firenze a inizio dicembre, promosso dal Centro HCD-Care in collaborazione con Fondazione Symbola, che ha messo a confronto il mondo accademico con i protagonisti dell’industria, in particolare, i rappresentanti di Confindustria Dispositivi Medici, Farmindustria e Deloitte.










