Segna una flessione il mercato globale delle nuove costruzioni nautiche: dopo l’espansione del periodo post Covid, tra 2023-2025 ha registrato una stabilizzazione, totalizzando -2.1% di media annuale (Cagr) e attestandosi a 33,3 miliardi di euro (con -3% tra 2023 e 2024 e -1% nel 2025 su 2024). La cantieristica nautica italiana, invece, risulta in controtendenza rispetto a quella mondiale e segna circa +5% di media annuale nel periodo 2023-2025 (con un +9% tra 2023 e 2024 e un range compreso tra zero e +2% nel 2025 , rispetto all’anno precedente). Circa il 70% del valore produttivo italiano, peraltro, è riconducibile ai grandi yacht e ai superyacht, il che conferma la specializzazione della cantieristica tricolore nel segmento alto del mercato. L’Italia, dunque, è leader globale nei nuovi ordini di superyacht: registra una crescita di volumi, nel periodo 2020–2025, pari a +1,3% Cagr, rispetto al -2,1% globale e rappresenta, nel 2025, il 62% dei nuovi ordini mondiali.

Report Deloitte-Confindustria nautica

I dati emergono dalla quarta edizione di The State of the art of the global yachting market, il report realizzato da Deloitte in collaborazione con Confindustria nautica e presentato ieri, nella sede di Borsa italiana. «Lo studio – sottolinea Piero Formenti, presidente dell’associazione confindustriale – conferma la resilienza e la capacità competitiva dell’industria nautica italiana, in un contesto internazionale complesso e in continua evoluzione. Se, a livello globale, osserviamo una normalizzazione della crescita e maggiori difficoltà per alcuni segmenti della piccola nautica, l’Italia continua a rafforzare il proprio posizionamento, registrando risultati migliori del mercato mondiale nella raccolta ordini e consolidando la leadership nel comparto dei superyacht ad alto valore aggiunto».

Nello studio si legge che, a livello globale, «i segmenti entry-level e mid-size hanno rallentato, mentre la grande nautica ha confermato una maggiore resilienza strutturale. Nel 2024, il segmento con motori entrobordo ha ulteriormente consolidato la propria rilevanza, raggiungendo il 59% del mercato globale, mentre fuoribordo e vela si sono attestati rispettivamente al 33% e all’8%. A livello geografico, Nord America ed Europa hanno mantenuto la propria centralità, rappresentando complessivamente il 75% del valore del mercato mondiale delle nuove imbarcazioni».

Valore della produzione italiano oltre i 5,4 miliardi

Il global orderbook dei superyacht si è attestato a 677 unità nel 2025: il segmento 30-40 metri rappresenta il 45% del totale, il 40–60 metri circa il 40% e il segmento oltre i 60 metri il residuo 15%. Nel corso del 2025, il report osserva un rallentamento nella raccolta ordini ma con un mix di domanda orientato verso il segmento 50 metri+, che segna una polarizzazione della domanda verso la fascia alta del mercato.

Per quanto attiene alla cantieristica italiana, il valore della produzione è stimato, nello studio, tra i 5,4 e i 5,5 miliardi di euro nel 2025 (Cagr 2023-2025 +5%, come si è accennato). Il segmento entrobordo domina, con il 93% della produzione nazionale (versus 56% a livello globale). L’export, peraltro, resta una leva strategica del settore: l’Italia è uno dei principali esportatori mondiali di imbarcazioni da diporto, con circa il 90% della produzione nazionale destinato ai mercati internazionali, di cui il 70% verso Paesi extra Ue. Stefano Pagani, direttore dell’ufficio studi di Confindustria nautica, ha spiegato che l’export italiano di imbarcazioni da diporto ha raggiunto, a dicembre 2025, 4,38 miliardi di euro, pari a +2,6% sul 2024. In calo, però, a causa dei dazi, le esportazioni di barche verso gli Usa, che segnano -22% (dati elaborati con Fondazione Edison).

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