L’Aula della Camera ha approvato la proposta di legge per l”Istituzione della Giornata nazionale Enzo Tortora in memoria delle vittime di errori giudiziari” con 178 voti favorevoli e nessun voto contrario (97 gli astenuti). Il provvedimento passa ora all’esame del Senato. La data per la nuova ricorrenza sarà quella del 17 giugno, in ricordo del giorno in cui nel 1983 il giornalista e popolare conduttore televisivo venne arrestato con accuse pesantissime – associazione di stampo camorristico e traffico internazionale di stupefacenti – da cui poi fu completamente assolto, dopo un calvario giudiziario. I gruppi di centrodestra, Iv e Azione hanno votato a favore; Pd, M5s e Avs si sono astenuti. La festività non produrrà effetti civili, nè nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Costa (FI): lo Stato riconosce che gli errori giudiziari ci sono
Nel corso delle dichiarazioni di voto la maggioranza ha sostenuto con forza l’importanza della proposta di legge, mentre l’opposizione ha lamentato la scarsa possibilità di confronto. “È una battaglia storica di Forza Italia, liberale e garantista”, il commento del capogruppo azzurro Enrico Costa, secondo cui “troppe volte abbiamo sentito affermare che gli errori giudiziari non esistono, che sono solo effetti collaterali fisiologici. Invece la malagiustizia esiste e rovina la vita delle persone che ne sono vittime. Oggi lo Stato riconosce che gli errori giudiziari ci sono e non sono soltanto quelli che si concretizzano in assoluzioni dopo gli arresti, ma anche quelli degli innocenti che sono sottoposti a calvari che durano anni e che, pur senza incidere sulla libertà personale, subiscono processi lunghi ed estenuanti che sono di per sé stessi una pena che lascia segni profondi”.
Scarpa (Pd): poco confronto su temi condivisibili
Dal Pd la deputata Rachele Scarpa ha lamentato la mancanza “di un vero confronto in commissione” su “una materia che avrebbe richiesto il massimo della condivisione. Questo metodo, per quanto profondamento errato, non cancella la bontà dei principi che hanno ispirato questa pdl – ha detto la dem -. Anche su alcuni aspetti applicativi avremmo voluto discutere meglio: comprendiamo perfettamente la scelta simbolica del 17 giugno, ma è necessario domandarsi se una giornata destinata anche alle scuole non rischi di perdere parte della propria efficacia in un periodo in cui gli istituti scolastici sono chiusi”.
Il via libera della Camera è arrivato al secondo approdo della proposta in Aula. Il 7 maggio del 2025, infatti, la pdl era stata rinviata in commissione su richiesta della maggioranza, motivo per cui le opposizioni avevano accusato il centrodestra di volerlo affossare. Il testo è a prima firma di Davide Faraone che oggi ha continuato a puntare il dito: “Se votiamo il provvedimento così tardi lo dobbiamo alla scelta scellerata della maggioranza che ci ha fatto perdere inutilmente del tempo”. Faraone ha segnalato il rischio che il provvedimento, a causa dei tempi stretti, resti approvato in un solo ramo del Parlamento.









