La Patagonia continua a bruciare. Da settimane, gli incendi devastano vaste aree del sud dell’Argentina e hanno spinto il governo a dichiarare lo stato di emergenza. Secondo le autorità, le fiamme hanno colpito soprattutto le province di Chubut, Río Negro, Neuquén e La Pampa, con i roghi più estesi nel sud di Chubut. Dall’inizio dell’estate australe sono andati in fumo oltre 45.000 ettari di foreste, un’area pari a circa quella della città di San Francisco, mentre centinaia di vigili del fuoco lavorano per impedire che gli incendi raggiungano i centri abitati. Tra le zone più colpite figura il Parco Nazionale Los Alerces, patrimonio UNESCO, noto per foreste millenarie e laghi glaciali.
La crisi ha riacceso le critiche al presidente Javier Milei e alla sua politica di austerità. Secondo l’Associated Press, i tagli ai bilanci hanno inciso in modo significativo sulla capacità di prevenzione e risposta agli incendi. Il Servizio nazionale di gestione degli incendi (Servicio Nacional de Manejo del Fuego) ha subito una riduzione di budget superiore all’80% nel 2024, seguita da un’ulteriore riduzione prevista del 71% quest’anno. Anche l’Amministrazione dei Parchi Nazionali ha perso risorse e personale, con centinaia di ranger e addetti dimessi o licenziati. Sindacati e operatori denunciano carenze di mezzi, formazione ed equipaggiamenti, mentre le province chiedono maggiore supporto federale. Solo dopo le pressioni dei governatori, il governo ha decretato l’emergenza, misura che mira a facilitare il coordinamento tra forze provinciali e nazionali e a sbloccare fondi per i soccorsi.
«Il cambiamento climatico è innegabile, ed è quello che stiamo vivendo» Hernán Mondino, vigili del fuoco impegnato nelle operazioni nel Parco Nazionale Los Alerces
Scienziati del clima e operatori esperti collegano l’intensificarsi degli incendi a siccità prolungata, temperature elevate e venti forti, condizioni che amplificano la propagazione delle fiamme. Diversi esperti citati dall’Associated Press sottolineano che il cambiamento climatico di origine antropica sta aumentando la frequenza e la severità degli eventi estremi, rendendo le stagioni degli incendi più lunghe e distruttive. «Il cambiamento climatico è innegabile, ed è quello che stiamo vivendo», ha detto all’AP il vigile del fuoco Hernán Mondino, impegnato nelle operazioni nel Parco Nazionale Los Alerces, spiegando che le condizioni meteo rendono ogni anno più difficile contenere i roghi.
Javier Milei ha adottato posizioni apertamente scettiche sul riscaldamento globale, definendo il cambiamento climatico una «menzogna socialista» e mettendosi sulla scia delle posizioni negazioniste sul clima di Donald Trump. Milei ha inoltre minacciato il ritiro dell’Argentina dagli accordi internazionali sul clima e ha boicottato i principali vertici ambientali. Per opposizioni, sindacati e organizzazioni ambientaliste, questa linea politica, unita ai tagli ai servizi antincendio e alla gestione dei parchi, ha contribuito a ridurre la capacità di prevenzione, proprio mentre gli eventi estremi diventano sempre più frequenti.


-U65520184247vCb-1440x752@IlSole24Ore-Web.jpg?r=1170x507)








