Il reddito entra in contanti e in contanti esce. È il circuito in cui si muove circa un consumatore italiano su dieci, secondo uno studio della Banca d’Italia che ha classificato le abitudini di pagamento. Il lavoro si basa sui diari di spesa e sui questionari dell’indagine Space 2024 della Bce: 4.088 rispondenti italiani, assegnati a cinque profili con un procedimento che combina valutazione umana, il modello linguistico GPT-4.1 e algoritmi di apprendimento automatico.
Chi usa solo il contante (o, al limite, le prepagate)
Ai margini ci sono due gruppi. I «Cash lovers», il 6,6% della popolazione, usano solo contante. I «Bank-tech skeptics», il 4,6%, gli affiancano soltanto le carte prepagate ed evitano bancomat, carte di credito e app. Insieme valgono l’11,2%.
Il profilo dei due gruppi è simile. Rispetto alla media vi sono più concentrati gli over 65, chi ha un reddito sotto i 1.500 euro al mese, chi si è fermato alla licenza media e chi non lavora. È nettamente più alta la quota di chi riceve in contanti tra la metà e i tre quarti delle proprie entrate, mentre risparmi, prestiti e investimenti sono molto meno diffusi e l’interesse per bonifici istantanei e cripto-attività è quasi assente. All’opposto, i redditi oltre i 4.000 euro sono sottorappresentati in entrambi i gruppi e più frequenti tra i «Well-connected», il 14,6% che usa contante, carte e app su tutti i canali.
Le differenze
Le differenze riguardano il rapporto con la banca. Gli «scettici» hanno ancora meno conti correnti di chi usa solo contante, ma possiedono carte, cioè prepagate ottenibili senza conto: per le autrici è una scelta deliberata di evitare i servizi bancari, mentre chi usa solo contante sarebbe più probabilmente vincolato da altri fattori. Gli scettici sono sovrarappresentati al Sud. I «Cash lovers» sono l’unico dei cinque gruppi con una quota di donne superiore alla media e contano una presenza relativamente ampia di lavoratori autonomi, un dato che lo studio collega al possibile uso del contante nell’attività. Gli scettici, invece, comprano anche online, ma pagano con la prepagata.
Anche l’interesse per le novità segna la distanza. In entrambi i gruppi la quota di chi non vuole provare nuovi strumenti di pagamento è molto più alta della media. Quando l’interesse c’è, chi usa solo contante chiede semplicità e costi bassi, gli scettici privacy e funzionamento offline. Sono le stesse condizioni che lo studio pone per l’euro digitale: senza semplicità, costi contenuti e tutela della riservatezza, questi consumatori difficilmente lo adotteranno.








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