Nonostante i correttivi apportati dalla Commissione europea, che lo scorso 14 ha annunciato di voler sospendere tutti i dazi attualmente in vigore sull’importazione di urea come misura compensativa all’entrata in vigore del Cbam lo scorso 1° gennaio, l’introduzione di questa norma arrecherà danni economici significativi all’industria del pannello europea, che utilizza l’urea come base per la produzione delle colle necessarie alla realizzazione dei pannelli stessi.
Impatto su tutta la filiera del mobile
Assopannelli stima infatti un incremento dei costi di produzione dei pannelli in legno di circa il 10-12% in quattro anni, dovuto a un aumenti di 40–60 euro per tonnellata dell’urea dall’entrata in vigore a inizio 2026, con ripercussioni sull’intera filiera del mobile europeo. «Tali incrementi si tradurrebbero in una perdita di competitività dei manufatti europei rispetto ai prodotti finiti importati da Paesi extra-UE, anche alla luce del fatto che la produzione europea di urea copre oggi solo il 20% del fabbisogno industriale, rendendo strutturale il ricorso alle importazioni», spiegano da Assopannelli.
Il Carbon Border Adjustment Mechanism è la nuova normativa Ue che introduce una tassa sulle importazioni di materie prime e semilavorati che, per essere prodotti, generano elevate quantità di CO2, tra cui l’urea, un derivato del gas naturale utilizzato prevalentemente in agricoltura come fertilizzante, ma anche nell’industria come base per la produzione di colle.
Le imprese: sospendere il Cbam sull’urea industriale
La sua (per ora solo annunciata) sospensione non aiuterebbe le imprese del pannello italiane ed europee: i principali Paesi da cui l’Europa importa non sono soggetti ad alcun dazio. Di conseguenza, l’impatto della sospensione dei dazi vigenti sarebbe sostanzialmente residuale e non compenserebbe i costi aggiuntivi derivanti dall’entrata in vigore del Cbam.
Per questo Assopannelli ed EPF (la European panel fedration) chiedono di sospendere temporaneamente l’applicazione del Cbam all’urea industriale. Una strada percorribile, dato che, spiegano dall’associazione, a dicembre la Commissione europea ha proposto alcune modifiche al Cbam, (proposta di regolamento N° 2025/0419 (COD) ed è stato inserito nuovo articolo (27 a), secondo cui «La Commissione europea controlla l’impatto del Cbam sul mercato interno dell’Unione e, se sulla base di dati concreti ritiene che l’inclusione di una determinata merce stia causando gravi problemi imprevisti, in particolare forti aumenti dei prezzi, può intervenire adottando un atto delegato per sospendere temporaneamente l’applicazione del Cbam a quella merce, escludendola dall’Allegato I finché la situazione non torna alla normalità».










