Prende il via oggi la settimana decisiva della Biennale Internazionale d’Arte di Venezia con una pre-apertura speciale dei cancelli ai Giardini e all’Arsenale solo su invito per i giornalisti, dunque non per il pubblico. Ci sarà anche il presidente della Fondazione Pietrangelo Buttafuoco, ma solo per un photocall. Dopo i giorni infuocati della discordia con l’arrivo degli ispettori a Ca’ Giustinian, le dimissioni della Giuria internazionale, la nascita dei Leoni dei Visitatori e la cancellazione della cerimonia ufficiale nel giorno d’inaugurazione, il 9 maggio, alla quale il ministro della Cultura Alessandro Giuli aveva già dato forfait, la 61/a Esposizione è ai blocchi di partenza.
Cento le partecipazioni nazionali
“In Minor Keys” sarà affiancata da cento partecipazioni nazionali e 31 eventi collaterali. Nove i Paesi presenti per la prima volta alla Biennale Arte: Repubblica di Guinea, Repubblica di Guinea Equatoriale, Repubblica di Nauru, Qatar, Repubblica di Sierra Leone, Repubblica Federale di Somalia, Repubblica Socialista del Vietnam, Seychelles e Tanzania (con un proprio padiglione El Salvador). L’Iran che aveva confermato la sua presenza fino allo scorso febbraio, ha comunicato che a causa della guerra in corso non potrà allestire il proprio padiglione nazionale. A fronte del ritorno della Federazione russa, proprietaria del proprio padiglione nazionale dal 1914 ai Giardini, che tante polemiche ha sollevato, fin da marzo, quando il caso è scoppiato, la Biennale di Venezia ha precisato di essere «un’istituzione aperta, e ne sono espressione le partecipazioni nazionali che nascono da iniziative spontanee».
Il calendario intorno al Padiglione russo
In anteprima si potranno finalmente visitare la mostra della curatrice di questa edizione, Koyo Kouoh, morta a maggio 2025, e i Padiglioni nazionali ai Giardini e Arsenale tra cui quelli di Mosca e di Israele. Tra arte, performance e appuntamenti dedicati al Dissenso e alla Pace per la Biennale della Parola, il vernissage si concluderà l’8 maggio e fuori dagli eventi si annunciano proteste. Nei quattro giorni dell’opening, a partire dal 5 maggio alle 10, gli artisti del Padiglione russo cominceranno a registrare la performance “The Tree is Routed in the Sky”. Tra musica, arte e letture saranno coinvolti una trentina artisti non solo russi, ma anche argentini, brasiliani, maliani e messicani. L’apertura – solo su invito – è il 6 maggio alle 17. Finita la registrazione il Padiglione verrà chiuso per tutta la durata dell’esposizione, fino al 22 novembre. La Russia, in base alle sanzioni vigenti, «non potrebbe ottenere le autorizzazioni per aprire il Padiglione al pubblico», ha spiegato la Biennale, e quindi i visitatori potranno vedere la performance su grandi maxi-schermi all’esterno e anche votarla per il Leone dei Visitatori dedicato ai Padiglioni nazionali, dopo la riammissione di Russia e Israele nella gara da cui erano state escluse dalla Giuria (in quanto Paesi i cui leader sono accusati di crimini contro l’umanità).
Buttafuoco in conferenza stampa
Il Padiglione di Israele, che sarà all’Arsenale e non ai Giardini per lavori di ristrutturazione, ospiterà l’artista Belu-Simion Fainaru con le sue sculture, protagonista di quello che il ministero degli esteri israeliano aveva definito «boicottaggio». L’opening – sempre su invito – è l’8 maggio alle 11. Il 6 maggio occhi puntati su Pietrangelo Buttafuoco nella conferenza stampa alle 12 al Teatro Piccolo Arsenale, con il presidente della Fondazione e il team di Koyo Kouoh alla sua prima uscita ufficiale dopo le polemiche. Dal 6 all’8 maggio vanno in scena le tre serate, dalle 19 alle 20, della Biennale della Parola / Il dissenso e la pace nella Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian, con ingresso fino a esaurimento posti per gli accreditati alla pre-apertura. Il primo appuntamento è con il regista e cineasta russo Alexander Sokurov. Il secondo, il 7 maggio, con la scrittrice e architetta palestinese Suad Amiry e il terzo, l’8 maggio, con i direttori artistici della Biennale Alberto Barbera, Caterina Barbieri, Willem Dafoe, Wayne McGregor, Wang Shu e Lu Wenyu. Con questo ciclo di incontri La Biennale risponde anche alle decine di artisti, intellettuali e docenti italiani e russi hanno chiesto di aprire le porte ai «veri dissidenti», dando voce in qualche modo ai 31 artisti russi incarcerati.
Manifestazioni fuori dai cancelli
L’apertura al pubblico il 9 maggio sarà preceduta e accompagnata da manifestazioni fuori dai cancelli. Il 6 maggio, dalle 10 alle 13, ci sarà “Dai margini dell’Impero alla laguna aperta. Nomi. Volti. Voci” per «rendere visibili artisti e artiste dei popoli indigeni e colonizzati della Federazione russa», organizzata da Arts Against Aggression, Memorial Italia, League of Free Nations. L’8 è prevista una mobilitazione contro «il Padiglione Genocidio» di Israele da parte del collettivo “Art Not Genocide Alliance” e il 9 manifesteranno contro la presenza di Mosca, Europa Radicale, Radicali Venezia e altre associazioni.







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