Cominceranno a marciare entro fine anno le due nuove linee produttive di pasta lunga e corta nello stabilimento di Pasta Garofalo a Gragnano. Solo nel 2027 sarà inaugurato anche il nuovo grande magazzino automatico. Entrambi le strutture sono state realizzate con un investimento di 80 milioni, in parte finanziato in base al Pnrr.

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A regime l’ampliamento dovrà far crescere la produzione del 20% circa, rispondendo alla necessità dovuta alla crescita della domanda soprattutto sui mercati esteri (96 Paesi). Mentre il magazzino automatico dovrà migliorare l’efficienza del ciclo produttivo: grazie a 35mila posti pallet.

Nel 2025 Pasta Garofalo, con 200 dipendenti fissi, ha realizzato un fatturato di 247 milioni, in crescita del 4% rispetto all’anno precedente. Cresce soprattuto all’estero, mercato tradizionale del distretto gragnanese: la pasta Garofalo, tutelata dalla Igp, cresce soprattutto sui teatri di guerra: Medio Oriente e Ucraina.

L’ampliamento parte nel 2024 e prende più tempo del previsto a causa di una circostanza che se dapprincipio appare come un inconveniente, poi diventa una opportunità che la società riesce a cogliere. Partono le ruspe sul vecchio magazzino che viene demolito. È qui che vengono alla luce i primi reperti: interviene la Soprintendenza archeologica di Napoli che coordina gli scavi. È la stessa famiglia Menna (che detiene il 48% della società con il fondo spagnolo Ebro Foods con il 52%) a farsi carico economicamente delle ricerche. Viene alla luce una necropoli romana del sesto secolo a.c. con ben 86 tombe. Tutto viene spedito al Museo Archeologico nazionale (Mann) di Napoli. In cambio l’azienda pastaria chiede autorizzazione a trattenere una statua, la Sirena, e ad allestire un piccolo museo d’impresa. Permesso che le viene accordato.

Intanto, i lavori sebbene rallentati, stanno per arrivare a conclusione e sono partite le assunzioni di giovani da inserire nella produzione, nel laboratorio di ricerca, in ufficio marketing ed export.

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