Il dibattito sollevato in Germania dal Cancelliere Friedrich Merz tocca un tema caldo, ma la situazione italiana è radicalmente diversa da quella tedesca. Merz ha criticato il modello tedesco sostenendo che nel Paese si lavori troppo poco, spingendo per riforme che superino il limite storico delle 8 ore giornaliere a favore di una maggiore flessibilità settimanale per rilanciare l’economia. I dati OCSE confermano il suo punto di partenza numerico: la Germania registra la media di ore lavorate all’anno per lavoratore più bassa tra i paesi membri (circa 1.340 ore all’anno), principalmente a causa di un’altissima percentuale di contratti part-time e mini-job.
E in Italia? I dati dicono il contrario
Se in Germania la preoccupazione della politica è il monte ore ridotto, in Italia lo scenario è opposto. I lavoratori italiani passano molto più tempo sul posto di lavoro rispetto ai colleghi tedeschi. Guardando i dati ufficiali dell’OCSE sulle ore effettive lavorate all’anno per lavoratore in Germania si lavora circa 1.331 ore all’anno (dato 2024, in calo rispetto alle 1.466 ore del 2000), il dato più basso di tutta l’area OCSE. In Italia siamo a 1.716 ore (erano 1.850 nel 2000) al 17° posto su 46 paesi monitorati dall’OCSE, posizionandosi stabilmente sopra la media europea. In termini pratici, un lavoratore in Italia accumula in media 385 ore in più all’anno rispetto a uno in Germania. Questo significa che, a livello macroeconomico, in Italia si lavora quasi l’equivalente di un giorno in più alla settimana rispetto al modello tedesco.
Il paradosso di ore e stipendi
Questo divario mette in luce un forte paradosso che smentisce l’idea che “lavorare più ore” equivalga a produrre più ricchezza. Nonostante gli italiani trascorrano molto più tempo in ufficio o in fabbrica, la produttività per singola ora lavorata è più bassa rispetto a quella della Germania, spesso a causa di problemi strutturali, carenze nell’innovazione tecnologica e modelli organizzativi meno efficienti. A fronte di un impegno orario decisamente maggiore, i salari medi annui in Italia restano sensibilmente inferiori rispetto a quelli dei lavoratori tedeschi: in Italia, secondo Eurostat, nel 2024 lo stipendio medio annuo lordo arrivava a 33.523 euro, in Germania era a 53.791 (con una media della Ue a 27 di 39.808 euro).











