I giovani: no a messaggi, e-mail o chiamate fuori orario
Ricevere e-mail, messaggi e telefonate fuori dell’orario di lavoro genera ansia al 45,8% degli occupati. Ragion per cui il 43,9% ha scelto di praticare il “diritto alla disconnessione”, non rispondendo a e-mail, messaggi e chiamate fuori dall’orario lavorativo, il 49,3% continua a farlo e il 6,8% non ha effettuato scelte in proposito. Non rispondono a e-mail e messaggi fuori dall’orario di lavoro il 57,7% dei giovani, il 47,5% dei 35-49enni e il 33,7% degli over 50.
Con il lavoro non si diventa benestanti per la maggioranza del campione
Per il 57,7% degli occupati la propria retribuzione non è adeguata al lavoro che svolge, il 36,1% ne è soddisfatto, il 6,2% non si esprime. Per il 55,4% dei dipendenti la propria retribuzione non consente di risparmiare, per il 35,0% sì e il 9,6% non dà indicazioni. Per il 52,4% degli occupati con il lavoro non si diventa benestanti nella vita, il 29,8% non è d’accordo e il 17,8% non sa. Il 78,9% dei lavoratori non si sente abbastanza valorizzato nel proprio lavoro e il 62,2% non ha sufficiente autonomia.
Il cambio frequente di azienda è per il 32,5% degli occupati più efficace della fedeltà ad una singola azienda per ottenere retribuzioni più alte, il 38% non è d’accordo e il 29,5% non ha ancora un’opinione in merito. Al 68,3% degli occupati capita di provare forme di “fatigue”, con estrema stanchezza psicofisica ed emotiva al lavoro, al 27,8% no e il 3,9% non risponde. Al 54% dei lavoratori è capitato almeno una volta di soffrire di ergofobia, cioè di avere paura all’idea di recarsi al lavoro. Al 21,7% degli occupati capita di soffrire della sindrome dell’impostore, dubitando delle proprie competenze e successi, cercando di continuo l’approvazione altrui.
La paura dell’AI e la sfiducia per i social
Il 36,7% degli occupati italiani utilizza l’IA nel proprio lavoro, il 59,7% no e il 3,6% non risponde in merito. Il 42,6% dei dipendenti teme che l’IA possa sostituirlo nel lavoro e il 55,3% pensa che i dirigenti della propria azienda ripongono più fiducia nelle nuove tecnologie che nei lavoratori. I social proiettano un’idea di lavoro attraente, fatta di libertà, viaggi e successo personale che il 64,4% degli occupati ritiene fuorviante, irreale e falsa (il 15,6% no e il 20% non ha ancora formulato un’opinione in merito).











