Il film arriva sullo schermo, il suo valore può finire altrove. È il problema della pirateria, che sottrae risorse a chi produce e lavora nell’audiovisivo. Ma è anche la domanda che l’intelligenza artificiale impone all’industria della creatività: quale posto resta all’autore umano, mentre la tecnologia cambia il modo di generare immagini, musica e storie? La difesa del diritto d’autore si trova così davanti a due fronti distinti, con una posta economica comune: garantire che creare continui a essere un mestiere remunerato.
A mettere a fuoco il passaggio è Daren Tang, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale, intervenuto a “Dreamers – Feel the Beat Edition”, l’incontro organizzato da Fapav nell’ambito della ventunesima Festa del Cinema di Roma. «Proteggere questa creatività significa contrastare la pirateria, ma nell’era dell’intelligenza artificiale significa anche garantire che l’autore umano rimanga al centro del sistema della proprietà intellettuale».
Il punto è proprio quel riferimento all’essere umano. Perché dietro un contenuto, parola che nella distribuzione digitale sembra rendere tutto intercambiabile, ci sono competenze, tempo, capitali e rischio d’impresa. Un film deve trovare finanziamenti prima di trovare spettatori. Una colonna sonora richiede lavoro prima di diventare un ascolto. La facilità con cui un’opera circola non cancella il costo necessario a realizzarla.
La pirateria interviene su questo equilibrio. Federico Bagnoli Rossi, presidente di Fapav, la descrive come «un gigantesco furto di valore che sottrae risorse alle imprese, agli autori e ai lavoratori dello spettacolo, penalizzando gli investimenti e mettendo a rischio posti di lavoro». Il danno, nella lettura della federazione, si propaga dunque oltre la singola visione illegale: riguarda le risorse disponibili per finanziare altre opere, sostenere le professionalità, dare spazio a chi comincia.
L’intelligenza artificiale apre una questione ulteriore. La centralità dell’autore, richiamata da Tang, al quale è stata conferita la Medaglia della Camera dei Deputati, diventa il criterio con cui misurare l’evoluzione del sistema della proprietà intellettuale. Il suo intervento indica una direzione, senza offrire scorciatoie sui molti nodi da sciogliere: la trasformazione tecnologica deve fare i conti con le condizioni che permettono alla creatività umana di esistere anche economicamente.










