A dirlo è il Servizio Bilancio della Camera nel dossier sul provvedimento: per il 2026 i 20 milioni non sono più disponibili. Sono stati azzerati dal decreto legge 23 del 2026, il cosiddetto decreto Sicurezza varato ad aprile tra numerose polemiche. In particolare, l’articolo 6, comma 7, lettera a), ha utilizzato quelle risorse per coprire altre voci di spesa, legate al «potenziamento delle iniziative in materia di sicurezza urbana».
Il perimetro è simile. La sostanza no
La sicurezza urbana è uno dei terreni politici più battuti dal governo. La riforma della polizia locale, invece, è un intervento strutturale atteso da quasi quarant’anni. Doveva mettere ordine in un sistema frammentato, con regole diverse tra territori, funzioni cresciute nel tempo e tutele spesso non allineate al peso reale del lavoro svolto dagli agenti.
Ora il testo va avanti. Ma senza la copertura prevista per il 2026. Il fondo tornerà disponibile solo dal 2027. Servirà a finanziare l’unica spesa esplicitamente riconosciuta dal disegno di legge: le nuove tutele assistenziali, assicurative e infortunistiche per gli agenti di polizia locale. La norma è contenuta nell’articolo 3. Durante l’esame in Commissione Affari costituzionali, il testo è stato rafforzato. Sono entrati riferimenti più precisi all’accertamento delle malattie professionali, al rimborso delle spese di degenza, all’equo indennizzo. È stata confermata anche l’applicazione della disciplina sulle vittime del dovere agli agenti di polizia locale e ai loro familiari.
Le spese nascoste scaricate sui Comuni
C’è poi un secondo fronte. Più silenzioso, ma forse ancora più delicato per i sindaci. Nel passaggio in Commissione sono state introdotte novità che possono produrre costi diretti sui bilanci comunali. Costi non quantificati. Costi non coperti. Costi affidati alla solita formula: si farà con le risorse disponibili.
Il primo nodo è il patrocinio legale. Il nuovo testo prevede che, se un agente di polizia locale finisce sotto processo per fatti commessi in servizio e legati all’uso delle armi o della forza, le spese dell’avvocato siano a carico del Comune. Vale sia quando l’agente sceglie un legale di fiducia, sia quando si avvale dell’avvocatura interna dell’ente, dove esiste. Per chi indossa la divisa è una tutela forte. Per i Comuni è una nuova voce di spesa.

