Crescono per l’undicesimo mese consecutivo i prestiti a famiglie e imprese. A gennaio l’incremento è stato pari all’1,9 per cento. A dicembre 2025 i prestiti alle famiglie erano cresciuti del 2,5% e quelli alle imprese del 2 per cento. Per le famiglie si tratta del tredicesimo mese consecutivo in cui si è registrato un incremento e per le imprese è il settimo mese consecutivo in cui sono cresciuti i finanziamenti. È quanto emerge dal bollettino mensile Abi relativo al mese di gennaio.
Tasso sui mutui al 3,47% contro il 3,38% di dicembre
Nello stesso mese il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è sceso al 3,49 per cento (3,58% nel mese precedente; 5,45% a dicembre 2023) mentre il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è stato il 3,47 per cento contro il 3,38 del mese precedente. Il tasso medio sul totale delle operazioni di finanziamento (quindi sottoscritte negli anni) è stato il 3,97% (3,96% nel mese precedente).
Stabili i depositi bancari a 1870 miliardi
I depositi bancari si attestano a 1870 miliardi (erano pari a 1873 miliardi a dicembre 2025) e segnano una crescita del 3,7 per cento rispetto a gennaio 2025. Sono in lieve calo anno su anno. La raccolta indiretta, cioè gli investimenti in titoli custoditi presso le banche, ha presentato un incremento di 106,2 miliardi tra dicembre 2024 e dicembre 2025 (38,6 miliardi famiglie, 17,9 miliardi imprese e il restante agli altri settori, imprese finanziarie, assicurazioni, pubblica amministrazione). La raccolta diretta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) è risultata in aumento del 3,4% su base annua.
Crediti deteriorati in flessione a 28,3 miliardi
A dicembre 2025 i crediti deteriorati netti (cioè l’insieme delle sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute e/o sconfinanti calcolato al netto delle svalutazioni e degli accantonamenti già effettuati dalle banche) ammontavano a 28,3 miliardi di euro, da 30 miliardi di settembre 2025 (31,3 miliardi a dicembre 2024). Rispetto al loro livello massimo, 196,3 miliardi raggiunti nel 2015, sono risultati in calo di 168 miliardi. Sempre a fine 2025 i crediti deteriorati netti rappresentavano l’1,34% dei crediti totali. Tale rapporto era inferiore rispetto a settembre 2025 (1,43%).










