Close Menu
Italia Parlare
  • Italia
  • Politica
  • Società
  • Economia
  • Salute
  • Sport
  • Stili di Vita
  • Tecnologia
  • Viaggi e Turismo
  • Divertimento
  • Clima
Tendenza
L’elezione di Malagò è un caso: cosa è il “Pantouflage” e perché Abodi ha chiesto verifiche a Coni e Anac

L’elezione di Malagò è un caso: cosa è il “Pantouflage” e perché Abodi ha chiesto verifiche a Coni e Anac

Giugno 5, 2026
cosa sappiamo sulla morte della megattera dopo l’autopsia

cosa sappiamo sulla morte della megattera dopo l’autopsia

Giugno 5, 2026
Medici di famiglia, la riforma si ferma. Ma come funziona negli altri Paesi europei?

Medici di famiglia, la riforma si ferma. Ma come funziona negli altri Paesi europei?

Giugno 5, 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
Italia Parlare
  • Pagina Principale
  • Ultime Notizie
  • Storie Web
  • Globale
  • Comunicato Stampa
  • Italia
  • Politica
  • Società
  • Economia
  • Salute
  • Sport
  • Stili di Vita
  • Tecnologia
  • Viaggi e Turismo
  • Divertimento
  • Clima
Newsletter Quotidiana
Italia Parlare
Home » Replicare o silenziare? Il dilemma dei brand nell’era del dissenso
Economia

Replicare o silenziare? Il dilemma dei brand nell’era del dissenso

Sala StampaDi Sala StampaGiugno 5, 20263 min di lettura
Facebook Twitter Pinterest WhatsApp LinkedIn Email Reddit Telegram
Replicare o silenziare? Il dilemma dei brand nell’era del dissenso

La rincorsa alla visibilità

L’automotive è il settore che investe maggiormente in contenuti sponsorizzati col 53% dei post a pagamento. Seguono GDO e assicurazioni con quasi un contenuto su due sostenuto da advertising. Il farmaceutico, al contrario, si ferma al 18%, privilegiando una logica più organica e informativa. Questo dato segnala una crescente mediazione algoritmica della comunicazione: per ottenere visibilità non basta pubblicare, bisogna amplificare. I social diventano piattaforme ibride tra relazione editoriale e spinta pubblicitaria. Una relazione complicata tra reach organica e investimento col rischio di perdere credibilità nel tentativo di rincorrere visibilità. «Esistono pagine in cui sette o otto contenuti su dieci nascono con un investimento media alle spalle. Quando una pagina ha quasi metà dei contenuti sponsorizzati, il rischio di scivolare da spazio di relazione a spazio di promozione diventa concreto. L’equilibrio è la variabile decisiva. Il paid resta uno strumento utile, oggi imprescindibile per raggiungere pubblici nuovi. Ma il modello che probabilmente regge meglio nel tempo è quello in cui l’investimento amplifica un contenuto editoriale forte, non lo sostituisce. È il modello scelto da alcune delle nostre aziende certificate come Top in social media management: tra queste ci sono Eni, Edison, Hera, Ibsa, Iren, Tim e Zurich Italia», racconta Paola Aragno, docente a contratto di metriche della comunicazione al corso di laurea in marketing & digital communication all’Università Lumsa e vicepresidente di Eikon.

 

La gestione del dissenso

Al bando le semplici bacheche digitali di un tempo. Perché da questi spazi si misurano la capacità di ascolto, la gestione del dissenso e la qualità della relazione. Eppure la ricerca Eikon racconta un paradosso contemporaneo: mentre le aziende dichiarano apertura, molte stanno progressivamente alzando barriere. Limitano commenti, riducono l’interazione spontanea, filtrano il confronto. È la transizione dai social media agli spazi controllati, dove la paura della crisi reputazionale spesso prevale sul valore del dialogo autentico. Il dato più interessante non riguarda soltanto chi pubblica di più o investe maggiormente in advertising, ma il diverso approccio culturale alla conversazione. Emergono “community openness” per brand che chiudono o limitano maggiormente i commenti e “community mood” per misurare il livello di negatività o positività delle conversazioni. Però a scricchiolare è la relazione col dissenso. Perché il commento negativo diventa parte integrante dell’esperienza pubblica del brand. Eikon fotografa un passaggio decisivo: chiudere i commenti rappresenta una scelta valoriale tanto quanto una campagna pubblicitaria. «Uno dei dati più interessanti riguarda la “community openness”, cioè l’opzione di chiudere, limitare o controllare i commenti come scelta difensiva per proteggere la reputazione ma che rischia di incrinare la fiducia», dice Aragno. Così se per anni le aziende hanno usato i social in modo disinvolto e autoreferenziale, oggi comprendono che quegli spazi diventano luoghi di conflitto permanente. E si spaventano. «La scelta tra broadcasting e conversazione non sembra condizionata dal settore ma è una decisione del singolo brand. Nello stesso settore convivono oggi realtà che hanno scelto modelli di presenza agli antipodi: per esempio nel settore assicurativo, che in media rimuove di più, emergono scelte completamente diverse con brand che eliminano fino al 71% dei commenti e altri che si attestano al 17%. Nella GDO, che in media sembra rimuovere di meno, ci sono aziende che arrivano fino all’87% di commenti rimossi», precisa Aragno. Ma la fiducia si costruisce nella continuità. Nella nuova era conversazionale il brand che dialoga nel quotidiano diventa credibile e vincente.

Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email

Continua a Leggere

Made in Italy Sostenibile, al Mimit il premio alle imprese che innovano guardando al futuro

Made in Italy Sostenibile, al Mimit il premio alle imprese che innovano guardando al futuro

Con il nucleare l’Italia torna a credere nella scienza e nella tecnologia

Con il nucleare l’Italia torna a credere nella scienza e nella tecnologia

Anghileri (Giovani Imprenditori): esentare dall’Irpef gli under 35

Anghileri (Giovani Imprenditori): esentare dall’Irpef gli under 35

Il Made in Italy bello, buono, ben fatto e sostenibile

Il Made in Italy bello, buono, ben fatto e sostenibile

Catarratto, la risposta siciliana alla crisi del vino

Catarratto, la risposta siciliana alla crisi del vino

Fibercop, mappa del rapporto tra infrastruttura ed ecosistemi

Fibercop, mappa del rapporto tra infrastruttura ed ecosistemi

Le tecnologie ferroviarie di Tecmec pronte a conquistare la Francia

Le tecnologie ferroviarie di Tecmec pronte a conquistare la Francia

Referendum? Sapremo spiegare perché non ci sono pericoli

Referendum? Sapremo spiegare perché non ci sono pericoli

Europa in lieve ribasso, Asia giù con il tech

Europa in lieve ribasso, Asia giù con il tech

Articoli Principali

cosa sappiamo sulla morte della megattera dopo l’autopsia

cosa sappiamo sulla morte della megattera dopo l’autopsia

Giugno 5, 2026
Medici di famiglia, la riforma si ferma. Ma come funziona negli altri Paesi europei?

Medici di famiglia, la riforma si ferma. Ma come funziona negli altri Paesi europei?

Giugno 5, 2026
Nuovo nucleare: dopo il primo ok alla legge delega, ecco quali saranno le prossime tappe

Nuovo nucleare: dopo il primo ok alla legge delega, ecco quali saranno le prossime tappe

Giugno 5, 2026
Made in Italy Sostenibile, al Mimit il premio alle imprese che innovano guardando al futuro

Made in Italy Sostenibile, al Mimit il premio alle imprese che innovano guardando al futuro

Giugno 5, 2026

Ultime Notizie

Pulifondali 2028, “Il Golfo di Napoli ritrova la sua anima nel nome dello sport”

Pulifondali 2028, “Il Golfo di Napoli ritrova la sua anima nel nome dello sport”

Giugno 5, 2026
la Repubblica italiana compie 80 anni

la Repubblica italiana compie 80 anni

Giugno 5, 2026
Spese elettorali, l’ex sindaco di Venezia Brugnaro a giudizio

Spese elettorali, l’ex sindaco di Venezia Brugnaro a giudizio

Giugno 5, 2026
Facebook X (Twitter) Pinterest TikTok Instagram
© 2026 Italia Parlare. Tutti i diritti riservati.
  • Politica Sulla Riservatezza
  • Termini e Condizioni
  • Pubblicizza
  • Contatto

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.