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Home » Rifiuti, la spesa 2025 delle famiglie è salita a 340 euro (+3,3%)
Notizia

Rifiuti, la spesa 2025 delle famiglie è salita a 340 euro (+3,3%)

Sala StampaDi Sala StampaNovembre 24, 20253 min di lettura
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Rifiuti, la spesa 2025 delle famiglie è salita a 340 euro (+3,3%)

La spesa media delle famiglie italiane per la gestione dei rifiuti urbani è in salita rispetto all’anno scorso: secondo l’Osservatorio Prezzi&Tariffe contenuto nel Dossier Rifiuti di Cittadinanzattiva, pubblicato in anteprima dal Sole 24 Ore, nel 2025 una famiglia tipo (tre persone, residenti in un’abitazione di 100 metri quadrati) ha speso per la Tari 340 euro in media, +3,3% rispetto ai 329 euro del 2024. La somma include le imposte e le componenti perequative, l’ultima delle quali, la UR3a, è stata introdotta da Arera il 1° gennaio 2025 a copertura del cosiddetto Bonus sociale rifiuti per famiglie con Isee entro i 9.530 euro o i 20.000 euro per i nuclei più numerosi. Lo sconto, pari al 25%, verrà erogato a partire dal 2026 ma le famiglie hanno già contribuito con sei euro per il 2025.

L’analisi di Cittadinanzattiva registra, anche in virtù della componente aggiuntiva appena citata, un aumento della spesa in 95 capoluoghi, un importo stabile rispetto al 2024 in un caso e, in 14 casi, una variazione in discesa del costo della Tari, sempre a confronto con l’anno scorso. Le variazioni al rialzo più marcate si registrano a Reggio Emilia (+15,1%), Ferrara (+13,8%) e Siena (+12,9%), mentre i cali maggiori della spesa sono a Modena (–12,3%), Cagliari (–7,6%) e Milano (–7,5%).

«L’effetto delle componenti perequative, seppur rappresenti un costo aggiuntivo per le famiglie italiane, è limitato in termini di incidenza sulla crescita percentuale della spesa nei capoluoghi e nelle regioni italiane – spiega Tiziana Toto, responsabile delle politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva – mentre ciò che può fare la differenza sono gli investimenti in impianti che possano rendere più efficiente la raccolta dei rifiuti, e quindi abbassare i costi, o in sistemi di monitoraggio puntuale». A questo proposito, l’Arera – dal 2020 in capo alla definizione dei criteri di calcolo di costi e tariffe – per il periodo 2025-28 ha varato il metodo tariffario rifiuti Mtr-3 che introduce premi per i gestori che raggiungono o superano gli standard di qualità e penalizza coloro che non li rispettano, spingendo per una tariffazione puntuale che parametra la spesa sulla reale produzione di rifiuti dell’utente.

L’ITALIA DIVISA IN DUE

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I numeri da Nord a Sud

Andando ad analizzare i valori assoluti emerge che la spesa media più bassa si registra in Trentino-Alto Adige (224 euro), dove proprio i sistemi di tariffazione puntuale (Tarip) consentono di commisurare la tariffa alla produzione effettiva di rifiuti.

Le regioni in cui si concentra la spesa più alta sono, invece, quelle del Mezzogiorno: Puglia (445 euro,+4,4% sul 2024), Campania (418 euro) e Sicilia (402 euro). Allargando il focus alle macro aree territoriali il divario geografico emerge ancora più chiaramente: il Sud registra una spesa media di 385 euro, cifra che supera del 33% i 290 euro del Nord. Infine, il costo medio nelle regioni del Centro Italia nel 2025 è stato pari a 364 euro.

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