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Home » Rinnovabili, dal 2020 fermi in autorizzazione progetti per 144 GW
Economia

Rinnovabili, dal 2020 fermi in autorizzazione progetti per 144 GW

Sala StampaDi Sala StampaLuglio 8, 20263 min di lettura
Facebook Twitter Pinterest WhatsApp LinkedIn Email Reddit Telegram
Rinnovabili, dal 2020 fermi in  autorizzazione progetti per 144 GW

Rinnovabili, dal 2020 fermi in autorizzazione in Italia progetti per 144 GW di potenza; per 25 GW invece c’è stato il via libera, mentre per 17 GW il diniego o l’archiviazione. Negli ultimi sei anni complessivamente sono state presentate richieste per 186 GW: 119 GW solare e 67 GW eolico. Sono i numeri presentati dall’Osservatorio Regions2030 di Public affairs advisors ed Elemens.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

In difficoltà soprattutto l’eolico, che vede 35 GW fermi nell’iter di valutazione di impatto ambientale nazionale (Via), contro i 28 GW di fotovoltaico, e il parere negativo del ministero della Cultura nel 91% dei casi (per l’onshore greenfield). Per gli impianti fermi nella Via, il blocco sembra dipendere dall’elevato numero di progetti presentati negli anni – emerge dall’Osservatorio – insieme alle limitate risorse della Commissione Pnrr-Pniec, e nonostante una recente accelerazione, anche alla possibilità di contenziosi. I numeri mostrano inoltre il freno del ministero della Cultura: il suo no è per la quasi totalità dei progetti eolici, come detto (con l’eccezione del repowering, con solo il 43% di pareri negativi), e per il 79% di quelli solari. Il dissenso con la Commissione Pnrr-Pniec richiede l’intervento della Presidenza del Consiglio dei Ministri: negli ultimi anni ha sbloccato quasi 8 GW, tuttavia, secondo l’Osservatorio, oggi rimangono 8 GW solare e 5 GW di eolico in attesa di un giudizio che normalmente richiede oltre 12 mesi.

Regions2030 fotografa anche gli avanzamenti: dal 2021 al 31 maggio 2026 l’Italia ha installato 27.785 MW di rinnovabili, soprattutto grazie ai piccoli impianti fotovoltaici (15.954 MW), seguiti da quelli utility scale (8.518 MW), dall’eolico ( 3.004 MW) e da altre fonti (309 MW). Superato l’obiettivo intermedio, agli 80.001 MW del 2030 mancano ancora 52.216 MW. «Per raggiungere gli obiettivi del Pniec al 2030 e abbassare le bollette serve una forte accelerazione sulle rinnovabili. Non possiamo permetterci che questa situazione continui a rallentare la transizione energetica e la competitività del Paese. È necessario un cambio di passo deciso, con strumenti straordinari se quelli ordinari non sono sufficienti», ha commentato Aurelio Regina, vice presidente per l’Energia di Confindustria.

Giovanni Galgano, ad di Public affairs advisors, ha sottolineato come davanti all’avanzata del fotovoltaico «registriamo un vero e proprio stop dell’eolico. Questo vale sia per il livello nazionale, con moltissimi progetti al vaglio della Commissione Pnrr-Pniec, che a livello regionale. È innegabile un atteggiamento ostile o cauto nei confronti dell’energia del vento, percepita come invasiva da gran parte dei territori. Tuttavia senza il contributo dell’eolico sarà impossibile raggiungere gli obiettivi di installato rinnovabile che serve al Paese».

«Analizzare dove sono fermi i progetti ci ha aiutato a capire i colli di bottiglia e gli errori di disegno del mondo autorizzativo – ha aggiunto Tommaso Barbetti, partner di Elemens – . Tra i tanti dati, sono impressionato da uno in particolare: il Consiglio dei Ministri si trova a decidere sulla Via di un progetto quasi nella metà dei casi. Si tratta di una procedura eccezionale, in cui la Presidenza fa da arbitro per dirimere il dissenso tra Mase e Mic. Ma questo si verifica quasi sempre, tipicamente per i no in serie di quest’ultimo: così l’eccezione è diventata la norma».

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