Eos Investment Management Group (Eos Im), asset manager specializzato in investimenti dedicati alla transizione, annuncia il lancio di Lexham Power, un nuovo operatore delle rinnovabili – tecnicamente un produttore indipendente di energia (Ipp) – con base a Roma e un portafoglio ora interamente concentrato in italia. La pipeline nel nostro Paese conta più di 1,5 GW di progetti solari, agrivoltaici (circa la metà), e di batterie, con 500 MW già in fase ready to build, un obiettivo di operatività nei prossimi tre anni e un valore di oltre 500 milioni di euro.
Intergrazione delle competenze
Lexham Power è un’iniziativa promossa e interamente controllata da Eos ReNew Infrastructure Fund II. «Si tratta del fondo dedicato alle infrastrutture energetiche per il quale Eos Im ha raccolto circa 300 milioni, soprattutto da investitori istituzionali, e con il quale ha investito in progetti solari e di batterie per 1,8 GW, di cui 350 MW di fotovoltaico già costruiti e connessi alla rete», racconta Natalino Mongillo, managing partner e fondatore con il padre Ciro di Eos Im nel 2014 a Londra. «Grazie a questo percorso fatto negli ultimi anni, in cui abbiamo lavorato in tutte le fasi del progetto, dallo sviluppo all’operatività degli impianti – continua Mongillo –, abbiamo visto quali sono i punti delicati e quali le competenze necessarie. Le abbiamo quindi integrate all’interno di Lexham Power, con l’inserimento di nuovi manager. Abbiamo portato a bordo esperti in costruzione di grandi impianti e specialisti nel secondary permitting per far partire i cantieri. Infine abbiamo scelto un regista per coordinare tutto questo e rendere la società autonoma da un punto di vista industriale: la guida di Lexham Power e il ruolo di ceo è stato affidato a Filippo Stefanelli, ex ceo di Acea Produzione».
Nuovi impianti, utility scale
Il focus del nuovo operatore energetico, ricorda Mongillo, è: «Nuovi impianti, di taglia utility scale: fotovoltaici, agrivoltaici di nuova generazione (per i quali abbiamo appena acquisito un’azienda con focus sull’agricoltura per integrarne le competenze), e infine sistemi di accumulo a batteria. Il fatto di aver creato un soggetto verticale interno ci permette di scalare, di seguire più progetti contemporaneamente e di creare, con il tempo, un’autonomia industriale intorno a loro». Lexham Power sviluppa, costruisce e gestisce internamente i progetti secondo un modello che copre tutte le fasi: permitting, ingegneria, procurement, costruzione e valorizzazione dell’energia tramite Ppa (power purchase agreements), bandi come il Fer X, e mercati dell’energia e della capacità.
A proposito di Fer X, i cui risultati sono stati comunicati dal Gse all’inizio di dicembre, Mongillo indica come del portafoglio solare di Lexham Power, più di 400 MW si siano aggiudicati i contratti per differenza del Fer X, mentre per la parte rimanente si lavorerà su Ppa di lungo termine. E dal punto di vista dei sistemi di accumulo, l’azienda guarderà con attenzione alle prossime aste del Capacity Market che organizzerà Terna. «Il Fer X è uno strumento unico e sta aiutando molto gli investimenti, rendendo l’Italia un hub attrattivo e serio. Il Paese è diventato un mercato importante anche per gli accumuli, grazie al lavoro di Terna di incentivo della capacità. Certo, resta il solito tema autorizzativo», osserva Mongillo.
Focus su Centro Sud Italia
L’obiettivo di Lexham Power è di sviluppare progetti in tutta Italia, non a caso la base è a Roma, punto geograficamente strategico, nonché bacino di competenze nelle rinnovabili. Al momento il focus è nel Centro Sud, in particolare in Lazio, Sardegna, Sicilia, Puglia. Il primo impianto, un fotovoltaico da 60 MW, è già in costruzione e sarà connesso alla rete l’anno prossimo, mentre il piano, come detto, è di portare all’operatività tutti i 500 MW di progetti pronti alla costruzione entro i prossimi tre anni.









